DIARIO - di Moreno Bucci, OPINIONI

Strage di Viareggio, i potenti, “spiacevolissimo incidente”

di MORENO BUCCI – Diario: 29 giugno 2015. Come se tutto fosse stato già scritto nella storia di questo Paese, l’inchiostro dei potenti.

Il “Mondo che vorrei” non molla. Anche il 4 sera erano davanti alla stazione di Viareggio a testimoniare la strage e a chiedere ancora “giustizia e verità” per Viareggio. Vorrei significare la mia vicinanza a tutti loro riproponendo una parte di un mio intervento sul Cannocchiale del 29.6.2015

Diario 29 giugno 2015

Oggi ricorre il sesto anniversario della strage di Viareggio: 32 morti e centinaia di feriti a causa del deragliamento di un convoglio ferroviario e la fuoriuscita di gas che si incendiò provocando l’ecatombe. La città di Viareggio, stasera, si raccoglierà ancora una volta attorno ai sopravvissuti ed alle famiglie delle vittime.
Il processo sulle responsabilità di tale eccidio è in corso a Lucca. La giustizia italiana è quella che è: si corre il rischio che cada in prescrizione il reato di “incendio colposo”; le associazioni dei familiari e dei sopravvissuti hanno chiesto udienza al Presidente della Repubblica. La tesi del Quirinale è che finché è in corso il processo non ci saranno udienze. Peccato che l’udienza è chiesta proprio per impedire che si giunga alla prescrizione del reato.
La tragedia di Viareggio è stata incarognita, subito dopo la strage, dalle dichiarazione di Moretti, che all’epoca era amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato e che, in un’audizione al Senato, derubricò la strage di Viareggio ad uno “spiacevolissimo episodio”,
Moretti è potentissimo, dalle Ferrovie è passato a Finmeccanica. Se Napolitano, che l’ha fatto cavaliere del lavoro, non ha voluto ricevere i parenti ed i sopravvissuti di Viareggio e se lo stesso comportamento mantiene Mattarella, qualche ragione per arrabbiarsi, a Viareggio, ci sarà pure. Li riceverà a cose fatte, magari quando tutto sarà prescritto?