On. Cristina Patelli (LegaSalvini)

TEATRI – L’on. Patelli (Lega): rispettare la Costituzione

L’on. Cristina Patelli (Lega) ha presentato un interrogazione al ministro Franceschini sul disastro delle Fondazioni Liriche in Italia

L’onorevole Cristina Patelli, eletta a Torino per la LEGA Salvini (è membro della VII Commissione Cultura, Scienza, Istruzione della Camera dei Deputati), ha presentato il 15 gennaio un’interrogazione al Ministro Dario Franceschini: “dotare ogni capoluogo di regione italiana almeno di una istituzione musicale pubblica, laddove non ve ne sia una ancora operante e, precisamente, in Valle d’Aosta, Trentino Alto Adige, Marche, Basilicata, Umbria, Molise, Calabria”. Pone anche l’accento sul disastro della privatizzazione delle Fondazioni Liriche.

Il testo dell’Interrogazione parlamentare

Al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo. Per sapere – premesso che:

con il decreto legislativo n. 367 del 1996, «decreto Veltroni», gli enti lirici regolati dalla legge n. 800 del 1967 sono stati tramutati in fondazioni di diritto privato; negli anni successivi all’entrata in vigore del citato decreto legislativo si sono più volte reiterate situazioni di gravissima criticità nei bilanci di tutte le trasformate Fondazioni lirico-sinfoniche, criticità che si sono riversate sulle situazioni di debito strutturale delle stesse; la mancata realizzazione del piano di risanamento previsto dalla legge 7 ottobre 2013, n. 112, «legge Bray», recante «Disposizioni urgenti per la tutela, la valorizzazione e il rilancio dei beni e delle attività culturali e del turismo», ha costretto i vari Governi succedutesi a rifinanziare, ovvero a riaprire e procrastinare i termini per il risanamento;

Il Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo attualmente in carica ha ritenuto di dover rifinanziare con 40,3 milioni di euro il processo di risanamento delle Fondazioni lirico sinfoniche; tuttavia, nelle periodiche relazioni inviate dal commissario straordinario del Governo sul monitoraggio dello stato di attuazione dei piani di risanamento delle Fondazioni lirico-sinfoniche, dottor Gianluca Sole, emerge chiaro come diverse fondazioni lirico-sinfoniche non solo non abbiano ridotto l’esposizione debitoria ma l’abbiano addirittura incrementata; l’auspicato coinvolgimento di fondi privati a sostegno delle Fondazioni lirico sinfoniche ha avuto un impatto impercettibile a causa della legislazione che non rende assolutamente appetibile per i privati un apporto economico, a causa di una defiscalizzazione insufficiente.

Le Fondazioni oggi di diritto privato continuano a percepire finanziamenti a sostegno della loro attività per larga parte dagli enti pubblici (Stato, regioni, comuni); la privatizzazione ha comportato una serie di danni incalcolabili per i lavoratori e le lavoratrici italiane non permettendo l’applicazione di quelle clausole di salvaguardia previste anche dai trattati europei; tale status colpisce particolarmente i giovani artisti italiani neodiplomati, rendendo pertanto vani anni di studio passati nei conservatori o nelle istituzioni musicali pareggiate, ivi comprese accademie di perfezionamento, e le fasce più deboli della filiera degli artisti.

Come denunciato più volte dalle associazioni di categoria (Assolirica-Ariacs-Fas-Assomusica, per citarne alcune), tale privatizzazione ha determinato un caos totale nelle modalità di ingaggio degli artisti, ivi compreso l’inserimento molte volte arbitrario di clausole vessatorie nei confronti degli stessi e, non ultima, una organizzazione del lavoro con orari paragonabili solamente al caporalato che in diverse occasioni hanno causato malesseri fisici ai lavoratori che non sono stati, per difetto della legislazione, economicamente tutelati e protetti).

Quali iniziative il Ministro interrogato intenda assumere per un ritorno alla natura pubblica delle Fondazioni lirico sinfoniche in tempi brevi e certi, come auspicato anche da eminenti esponenti della cultura musicale italiana, e in nome dell’universale diritto alla cultura espresso dalla Costituzione, all’articolo 9, e quali iniziative intenda adottare al fine di dotare ogni capoluogo di regione italiana almeno di una istituzione musicale pubblica, laddove non ve ne sia una ancora operante e, precisamente, in Valle d’Aosta, Trentino Alto Adige, Marche, Basilicata, Umbria, Molise, Calabria.