di ALDO BELLI – Teatro Regio di Torino 3/ Per chi pensa che siamo un fastidio al quale impedire di rivolgersi ai lettori italiani.
Vivere ad una certa distanza dal mondo che si muove nei palazzi del potere e nei salotti comporta numerosi handicap, ma un vantaggio di sicuro: quello di cogliere i rumori che attraversano l’aria senza dover badare a scomporsi. Come il vecchio leone nella tana, con l’olfatto ormai affinato, che può permettersi di guardare la foresta senza il timore di essere preso nel sonno: nella vita, ha imparato che ad avere paura sono solo quelli che hanno da perdere qualcosa, come gli uccelli destinati a diventare cenere nella terra se perdono le ali. Tutto il mondo è paese, ma in Italia primeggia la voliera di una specie di uccelli del tutto speciale. Se mettessimo in rassegna chi da oltre un quarto di secolo governa l’Italia, dalle alpi alle rive del sud, la maggior parte risulterebbe dove si trova solo per grazia ricevuta da un amico potente. E la tragedia si compie quando al potere si trovano i Nani, poiché non esiste potente mediocre che non generi mediocrità, così procreando una nuova razza per clonazione: quella, appunto, degli uccelli con le ali artificiali.
Mi rendo conto che abbiamo aperto, su queste pagine, un Vaso di Pandora: il vaso pieno di tutti i mali che Zeus aveva affidato alla prima donna mortale, Pandora, che per curiosità volle aprirlo, consentendo ai mali di spargersi per il mondo e di provocare sciagure a tutto il genere umano. Nel nostro caso, non è la curiosità ad averci spinto, ma l’ansia di verità senza la quale non esiste la libera informazione: l’ansia di verità che sgorga dalla voce imbavagliata di migliaia di musicisti ricattati dal precariato; da centinaia di giovani che dopo dieci anni di conservatorio devono accattonare settanta euro per dieci ore di lavoro; dai lamenti trattenuti delle cantanti e dei cantanti sovente assoggettati alla loro disponibilità sessuale; dalla vergogna di una nazione che ha dato i natali a Giuseppe Verdi, a Giacomo Puccini, ai più grandi compositori riconosciuti nel mondo, dove da vent’anni non viene rinnovato il contratto nazionale dei lavoratori della Lirica; dal vomito che sale vedendo i milioni di euro dei cittadini e delle cittadine italiane impunemente trasformati in debiti senza che nessuno risponda mai della loro gestione.
La verità, come sempre nella Storia grande e piccola, è scolpita di nomi e cognomi. E l’unica vera forza dei Nani è quella di impedire che il Vaso di Pandora si apra: perché i mali verrebbero alla luce provocando sciagura a tutto il genere umano con le ali artificiali. Ecco perché Toscana Today ha pubblicato e proseguirà a pubblicare sui Teatri, almeno fino a quando il vecchio leone non sarà trafitto dalle lance dei Nani profittando vigliaccamente del loro potere usurpato.
Il vero punto non è la gloria, Toscana Today ha chiuso il 2020 con 2.381.833 pagine lette in Italia pur essendo un giornale web senza gossip e senza cronaca nera-trash. Il sale vero del quale ha urgente bisogno l’Italia è la rivolta degli uomini e delle donne per bene, quelli che ogni giorno si guadagnano da vivere con le ali della propria dignità e della propria esperienza, che sono state abbuiate da troppi decenni nell’indifferenza verso il prossimo e verso il bene comune. Anche nel caso di cui stiamo parlando: i Teatri italiani.
Qualcuno si chiederà perché abbia voluto scrivere questo articolo sotto il titolo del Teatro Regio di Torino. E’ semplice, perché non siamo disposti a considerare l’inchiesta della Procura della Repubblica di Torino che si è conclusa in questi giorni, come il grande mantello per oscurare il bisogno di verità e di giustizia sulla gestione pregressa del Teatro Regio. Come vedete, è di giustizia e di verità che parlo, non di ghigliottina. Non accuso nessuno. Mi attengo ai fatti, affinché vengano smentiti.
Ma se qualcuno si chiedesse il perché dell’attenzione particolare (sempre documentata) che abbiamo posto contemporaneamente sul Teatro Regio di Torino e sulla Fondazione Festival Pucciniano di Torre del Lago, rispondo: perché rappresentano in Italia il paradigma del potere ultradecennale del Partito Democratico sui Teatri lirici e sulla cultura. Quello con le ali artificiali. Che si vuole impedire di fare uscire dal Vaso di Pandora.
