Cantine di Custoza,Verona
IN ITALIA, VERONA - di Giovanni Villani

2° tentativo di fusione tra i vini Custoza e di Valpantena

di GIOVANNI VILLANI – Doveva essere una fusione di quelle che lasciano il segno nell’economia vinicola veronese, quella tra le cantine sociali di Custoza e della Valpantena. Invece la fusione per incorporazione della prima nella seconda, fino a creare un nuovo gruppo Cantine di Verona, ha subito qualche mese fa una battuta di arresto.

E non poteva essere che così quando si deve rinunciare soprattutto ad un proprio marchio e per di più prestigioso come quello di Custoza. Dopo un profondo ripensamento si cerca ora di rimettere ordine al progetto e per questo è stata indetta una nuova assemblea straordinaria dei soci di Custoza, in programma per sabato 20 marzo, quando il notaio Valentina Papoff comunicherà l’esito dell’esame delle schede pervenuto al suo studio entro le 18 di giovedì 18 marzo.

La nuova consultazione dei soci (è già in atto) arriva a tre mesi dalla precedente, conclusasi l’11 dicembre scorso, senza aver conseguito la maggioranza prevista per avviare l’operazione. Dei 179 soci aventi diritto ad esprimersi, solo 157 si erano infatti pronunciati, di cui poi 89 a favore. Un numero non sufficiente per ottenere il quorum stabilito con 105 schede a favore, cioè due terzi dei votanti. I contrari furono invece 66, con due astenuti. Quindici giorni dopo, esattamente il 19 dicembre, i soci di Cantina Valpantena avevano invece approvato a maggioranza larghissima (97/%) il piano di fusione.

In questi ultimi tre mesi gli equilibri societari (e parliamo di Custoza) sono però cambiati e lo dimostra una lettera che 57 soci – in parte anche contrari nella precedente consultazione – hanno inviato al proprio cda chiedendo di tornare a valutare il progetto di fusione. Già nel cda la pattuglia dei dissenzienti si sta assottigliando, dove chi ostacola ancora la fusione è formata da soli tre consiglieri: Giulio Fenu, Gianni Moschini e Alessandro Pignatti Morano. Questi, in vista della prossima scadenza del 20 marzo, hanno sottoscritto una dettagliata informativa, inviata ai soci il 26 febbraio in cui hanno loro ribadito le motivazioni della contrarietà.

Le due parti hanno anche chiesto pareri notarli sulla possibilità di riaprire una nuova consultazione, anche se il presidente di Cantina Valpantena, Luigi Turco, si era già espresso favorevolmente non appena terminate le consultazione dei suoi. Dalla parte di Custoza il confronto è avviato (anche sui social) e in maniera molto accesa, anche perché ogni socio vale un voto indipendentemente dalla dimensione della propria azienda. I soci contrari lamentano che la fusione “cancellerebbe il rapporto stretto tra Doc e territorio”, Ma sono nel contempo consapevoli che Custoza pagherebbe, in termini di potere, la scarsa capitalizzazione della loro cooperativa e la mancanza di una struttura commerciale che invece Valpantena possiede e continua a sviluppare.

La maggioranza del consiglio di amministrazione, per superare gli aspetti del piano su cui si concentravano i rilievi degli indecisi e contrari, ha messo a punto con Valpantena le linee guida che fissano l’iter di sviluppo della nuova società e che prevedono, tra l’altro, la valorizzazione del nome Cantina Custoza, le referenze di punta, un piano di sviluppo industriale, le assicurazioni sul mantenimento dei livelli occupazionali. In merito all’operazione il presidente Luigi Turco si è già espresso con un significativo: “Sarebbe un  vero peccato mandare a monte un progetto su cui lavoriamo da un anno e mezzo, investendo tante risorse ed energie”.