Un invito sulla strada della poesia

Nello sguardo puro e curioso di un bimbo si colgono le prime tracce di chi accumulerà sogni e desideri per il presente e per il futuro. Dubbi e speranze lo accompagneranno nel percorso verso la   libertà di pensiero. Il cucciolo d’uomo si incammina sulla strada della vita e i suoi passi percorrono la realtà. Troveranno pietre, erba, fiori, insetti. Le vie intraprese a volte sono impervie ma anche meravigliose per chi meraviglia sa vedere. Il bambino presto lo saprà. Percorrerà il suo tempo fatto di curve, rettilinei, salite, discese e incroci dove scegliere la direzione. A volte altri viandanti si accosteranno a lui e porgeranno un pezzo di pane da condividere. Ne nasceranno dinamiche affettive di valore fondamentale nella ricerca esistenziale di ogni essere umano.
“Dove vai, piccolo uomo?” Ci vien da dire. A questo proposito, leggiamo insieme il  pensiero poetico di una grande poetessa, Alda Merini.


Bambino,
se trovi l’aquilone della tua fantasia
legalo con l’intelligenza del cuore
…omissis…
ma prima d’imparare a scrivere
guardati nell’acqua del sentimento”.

A questo proposito, invito a leggere anche la meravigliosa poesia “Se” di Kipling, eredità di parole di un padre per un figlio.
I bimbi crescono ed eccoli, eccoci,  adulti.  Anche le persone più razionali troveranno  qualche duna di sabbia nella mente, anche le persone più sicure delle proprie scelte avranno dubbi e meraviglie, vorranno vivere i propri istinti e vedere, dopo l’immensità del mare, i panorama dalla vetta più alta.
Ed ecco il senso e il valore della poesia: le parole ci accomunano nel segreto misterioso del tempo. Per alcuni di noi, per chi fa poesia, i versi scorrono e i pensieri diventano musica mentre scorrono i giorni.
Tutti abbiamo bisogno di poesia. Fermiamoci un attimo nella frenesia della vita. Troveremo l’eco della nostra voce che qualche volta non sa dire. Troveremo quella strana armonia tra bello e brutto in cui rispecchiarci. Ricarichiamo le pile.
“Il poeta è un artista? Chi può dirsi poeta?”. Di sicuro il poeta è un artista, crea con le parole qualcosa di armonioso che prima non esisteva. Quando compone, entra in uno stato di coscienza diversa, non è veglia, non è sonno e il tempo perde importanza. La seconda domanda è quella più scomoda cui tentare di rispondere. Può dirsi poeta chi sa trasmettere emozioni. Il poeta ha la capacità di guardare e mostrare come sono i nodi nel rovescio di un tappeto prezioso qual’è la vita  e nel rovescio dell’apparente ordine trova il disordine dei sentimenti. Il poeta ha un altro sguardo, ha il terzo occhio. Al poeta sanguinano le mani, la mente è una spugna, la fronte stilla sudore e di questo scrive. Ma non è solo questo.
Un secondo punto è essenziale al poeta vero: la sua è cultura della comunicazione e deve saper trasformare le emozioni in architettura di parole, messe insieme anche avvalendosi di tecnica acquisita che solo lo studio e la lettura possono portare. Il suo trasformare emozioni  deve avvalersi  della conoscenza del verso, del ritmo e di tanto altro…
Il poeta niente nasconde di quel che trova, di quel che sa. 
Per questo, leggere poesia fa tanto bene a tutti. Un bagno di purezza negli archivi dei sentimenti, a volte condivisi, a volte lontani dal nostro modo di vedere e dal nostro tempo.
Di sicuro, l’onestà intellettuale di chi scrive poesia aiuta ad affrontare il quotidiano esistere. 
La poesia è quanto mai viva e vegeta.
Iniziamo insieme un viaggio affascinate nel modo della poesia. Chi vuole, può salire sulla nostra Arca . Partiremo alla scoperta delle meraviglie del mondo della poesia. La razza umana è piena di passione e fantasia.
Parleremo del fatto che in poesia si può scrivere di tutto, l’istinto non deve essere mortificato mai.  Affronteremo l’ispirazione, le dinamiche, le scuole di pensiero, i generi poetici, gli stili e i lavori di cesello.
Insieme, possiamo provare una esperienza creativa. Alimentiamo la curiosità intellettuale , che vuol dire apertura mentale.
Sono qui per invitare in questo viaggio meraviglioso chi ama la poesia e chi potrebbe amarla ma non lo sa. Concludo  con pochi versi miei, da amante convinta della poesia che poesia scrive ma è consapevole che sempre s’impara. Basterà il tempo per limare la mia inquietudine perenne?


L’imperfezione commuove
io sono alito di vento che scompare
e rinasce ancora per volare.
Non voglio mai,
mai morire.” 
(Patrizia Valpiani – Da Anima nuda, Lamusa editore, 2015)