di GIOVANNI VILLANI – Accantonato in attesa di sviluppi, ma per questo non dimenticato l’annoso problema di un migliore collegamento filoviario di Verona, torna ora alla ribalta, improvvisamente, un altro collegamento ferroviario-metropolitano: quello tra l’aeroporto Catullo, la stazione di Porta Nuova e la Fiera.
Se ne è parlato per anni, ma ora sembra che qualche via di soluzione al progetto esista o per lo meno, la si voglia cercare e con una certa convinzione. Il Comune di Verona ha infatti bandito una gara per uno studio di fattibilità dell’infrastruttura in questione.
La gara dà seguito alla decisione del 31 dicembre scorso, nell’ambito dei fondi ministeriali “per la progettazione di fattibilità delle infrastrutture e degli insediamenti prioritari”. Con questi fondi l’Amministrazione veronese sovvenzionerà uno studio di fattibilità “per collegare in sede riservata l’Aeroporto, la stazione di Porta Nuova e l’area della Fiera, con scadenza 29 marzo 2021″. Il tema del collegamento “con un mezzo non inquinante” torna così di particolare attualità visto che tra tanti progetti anche il nuovo Governo Draghi punta sulla transizione ecologica: ambito connesso con la mobilità sostenibile.
E nei giorni scorsi a Verona, il rapporto del Cresme “Verona 2040”. Scenari strategici per lo sviluppo di Verona e del suo territorio”, promosso da Confindustria Verona e da Ance Verona costruttori edili, ha posto particolare attenzione proprio sulla sfida ambientale ed ecologica, nell’ottica dello sviluppo. Si parla ora di questo progetto di collegamento, con grande interesse, ma c’è già chi non si fida e lancia la sua sfida, come quella del consigliere di opposizione, Michele Bertucco di Verona e Sinistra in Comune.
“E’ simpatico che la giunta Sboarina si ricordi, a fine mandato, di un’opera da anni considerata come fondamentale per lo sviluppo del territorio. Ma è ancora più interessante notare che la Giunta non si sia ancora fatta un’idea di come tale collegamento debba essere. Il bando non esclude infatti alcuna soluzione, dalla metro, all’ovovia”. Quest’ultimo riferimento è rivolto al progetto di funivia urbana che un’impresa produttrice di impianti a fune propose già anni fa all’amministrazione Tosi per Verona.
“Il buon senso – continua Bertucco – suggerirebbe di smetterla con le soluzioni più strambe e procedere dritti in direzione del famoso “spanciamento” della linea ferroviaria esistente: una soluzione semplice e ovvia, che in pochi minuti porterebbe gli utenti dalla stazione all’aeroporto”. Lo spanciamento avverrebbe a Dossobuono, sulla linea Verona-Mantova per collegarsi al Catullo evitando di attraversare la frazione di Villafranca. “Più green e ecologicamente sostenibile del treno non c’è nulla. A quel punto si potrebbero realizzare pure i tapis roulant tra Fiera e stazione.
L’amministrazione comunale di Verona è comunque intenta a provarci. “Non sposiamo e non escludiamo a priori alcuna soluzione – dice l’assessore alla mobilità e vice sindaco Luca Zanotto – e per questo commissioniamo uno studio di fattibilità perché vogliamo valutare tutte le ipotesi possibili del caso”.
Giovanni Villani è nato a Verona, giornalista pubblicista dal 1990, critico musicale del quotidiano L’Arena di Verona. Dirigente amministrativo. Laureato all’Università di Bologna in Storia e all’Università di Verona in Arte.
