Una minaccia alla libertà individuale

di FERNANDA GROSSI – Le proposte al Regolamento Sanitario Internazionale e la necessità di preservare l’autonomia decisionale dell’Italia.

Nelle ultime settimane, si è sollevata una voce di allarme riguardo alla possibile minaccia alle fondamentali libertà individuali dei cittadini italiani. Questa preoccupazione si concentra sul pericolo che incombe sui processi democratici e sull’autonomia decisionale delle persone, in particolare nel campo sanitario.

È evidente il dovere morale di salvaguardare l’autonomia e la capacità decisionale dei cittadini, così come di difendere la dignità, i diritti umani e le libertà fondamentali di tutti. Tale importanza è sottolineata anche dalla Costituzione italiana, che stabilisce questi principi e che tutti i responsabili istituzionali hanno giurato di rispettare e servire lealmente.

OMS: Proposte di Emendamento al Regolamento Sanitario Internazionale Sollevano Preoccupazioni Riguardo alla Sovranità e all’Autonomia Decisionale

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) attualmente sta  negoziando emendamenti significativi al Regolamento Sanitario Internazionale (RSI), documento di fondamentale importanza per la tutela della salute pubblica a livello globale. Tuttavia, le proposte di modifica sollevano serie preoccupazioni riguardo all’impatto potenziale sulla sovranità e sull’autonomia decisionale degli stati membri, nonché sulle prerogative individuali dei cittadini.

Secondo quanto espresso negli articoli 19, 20, 21 e 22 della Costituzione dell’OMS, le modifiche proposte prevedono che i proclami dell’OMS siano giuridicamente vincolanti. Ciò significa che le raccomandazioni dell’OMS avrebbero un peso legale obbligatorio per gli Stati membri, superando così l’attuale natura non vincolante.

Tra le proposte più controverse vi è quella di conferire al Direttore Generale dell’OMS e ai Direttori Regionali un potere unilaterale di dichiarare “Emergenze Sanitarie di Interesse Internazionale”, “Emergenze Sanitarie Intermedie di Interesse Internazionale” o “Allarmi Sanitari” legati a rischi potenziali, senza la necessità di riscontri effettivi.

Se tali emendamenti fossero accettati dal 50% dei delegati dell’Assemblea dell’OMS, conferirebbero al Direttore Generale e ai Direttori Regionali un’autorità simile per quanto riguarda le emergenze di carattere regionale. Queste raccomandazioni, attualmente prive di forza vincolante, potrebbero diventare obbligatorie per gli Stati membri dell’OMS.

Particolarmente significativa è l’ipotesi di eliminare il termine “non vincolante” dalle raccomandazioni esistenti e di introdurre un nuovo articolo, il 13A, che riconosce l’OMS come autorità primaria e coordinatrice nelle risposte internazionali alle emergenze sanitarie. Ciò implicherebbe un impegno degli Stati membri a conformarsi alle raccomandazioni dell’OMS.

Tali proposte di emendamento sollevano gravi preoccupazioni riguardo alla centralizzazione delle politiche sanitarie pubbliche e alla limitazione della sovranità degli stati membri. È fondamentale che tali questioni vengano esaminate attentamente e dibattute in modo trasparente per garantire che le riforme nell’OMS rispettino i principi democratici e i diritti individuali dei cittadini a livello globale.

Preoccupazioni Riguardo alle Proposte di Emendamento all’OMS: Centralizzazione e Potenziale Influenza di Interessi Privati

Un’altra fonte di grande preoccupazione riguarda le proposte di emendamento che mirano alla centralizzazione di numerosi aspetti delle politiche sanitarie pubbliche. Questi aspetti includono lo stato di allarme, la sorveglianza, l’allerta precoce, la valutazione del rischio, la produzione e distribuzione di farmaci, la mobilitazione delle finanze e persino la censura delle informazioni.

il quale stabilisce che l’OMS potrà acquisire informazioni provenienti da fonti diverse ,  dalle segnalazioni o dalle consultazioni. Ciò potrebbe consentire all’OMS di dichiarare una situazione di emergenza in materia di sanità pubblica e di assumere iniziative senza previa consultazione con gli Stati membri.

Le fonti da cui potrebbero provenire tali informazioni includono le grandi aziende farmaceutiche e gli sponsor dell’OMS, come la Fondazione Gates e la GAVI Alliance, oltre ad altri attori che potrebbero perseguire il monopolio del potere nel settore sanitario.

Questa potenziale influenza di interessi privati solleva seri dubbi sulla trasparenza e sull’equità nel processo decisionale dell’OMS. È essenziale che le proposte di emendamento siano valutate con estrema attenzione per garantire che gli interessi dei cittadini e la salute pubblica siano prioritari rispetto agli interessi commerciali e privati.

Dubbi e Preoccupazioni Riguardo al Trattato OMS sulle Pandemie

Il WHO Pandemic Agreement, comunemente conosciuto come il “Trattato OMS” sulle Pandemie, è oggetto di crescenti dubbi e preoccupazioni da parte di alcuni osservatori. In particolare, l’articolo 12, paragrafo 4, lettera a), sottoparagrafo i (2), sta suscitando un vivace dibattito.

Questo articolo impone l’obbligo di caricare le sequenze genetiche dei materiali PABS (Sistema di Accesso e Benefici per i Patogeni) su database pubblici, subordinato all’accordo con l’OMS. Sebbene l’intento di promuovere trasparenza e condivisione delle informazioni in materia di salute pubblica sia lodevole, emergono preoccupazioni riguardo al potenziale rischio di sfruttamento da parte di hacker, compresi quelli associati a organizzazioni terroristiche.

La divulgazione pubblica delle sequenze genetiche dei patogeni potrebbe agevolare l’accesso a informazioni sensibili da parte di individui o gruppi con intenzioni maliziose, ponendo a rischio la sicurezza sanitaria globale e la lotta contro le pandemie.

È essenziale bilanciare la promozione della trasparenza e della condivisione delle informazioni con la necessità di proteggere la sicurezza e la riservatezza dei dati sensibili.

È cruciale che le autorità competenti considerino attentamente queste preoccupazioni e che garantiscano un equilibrio adeguato tra trasparenza e sicurezza nell’ambito del Trattato OMS sulle Pandemie.

Dibattito sull’Effetto del Trattato OMS sulle Pandemie sulla Catena di Fornitura, Logistica e Rafforzamento Normativo

L’articolo 13, paragrafo 3 (e), riguardante la Catena di Fornitura e Logistica (SCL) dell’OMS, ha sollevato dubbi significativi sull’efficacia e sulla democraticità del creare un mercato anticipato per i prodotti legati alle pandemie.

Gli “impegni di acquisto anticipato” vincolano i paesi ad acquistare in anticipo i prodotti necessari, con l’attivazione dei contratti alla dichiarazione di pandemia da parte dell’OMS. Tuttavia, sorgono preoccupazioni circa l’implicazione sociale di tale pratica, specialmente considerando gli effetti collaterali indesiderati riportati in passato da alcuni vaccini acquistati in queste circostanze.

Inoltre, l’articolo 14, che riguarda il Rafforzamento Normativo, solleva ulteriori preoccupazioni. Sebbene sia essenziale uniformare i requisiti normativi e accelerare le procedure di approvazione durante situazioni di emergenza, sorge un significativo dubbio riguardo alla possibile riduzione degli standard per l’approvazione dei farmaci e dei vaccini.

Ciò potrebbe comportare gravi rischi per la salute pubblica, consentendo l’introduzione sul mercato di prodotti non adeguatamente testati o sicuri.

Riteniamo pertanto essenziale considerare attentamente tali aspetti, incluso altri che, per brevità, non esplicitiamo, e adottare misure appropriate per mitigare qualsiasi rischio potenziale derivante dall’attuazione di tali articoli. La salvaguardia della salute pubblica e il rispetto dei diritti dei cittadini devono rimanere al centro delle decisioni prese in questo contesto delicato.

Nuove Prospettive nel Piano Strategico  Nazionale per le Pandemie Respiratorie: Un Approccio Globale e Concreto ?

Nel contesto dell’attuale discussione sulle strategie di gestione delle pandemie, desideriamo rivolgere l’attenzione al “Piano Strategico Operativo di Preparazione e Risposta a una Pandemia da Patogeni a Trasmissione Respiratoria a Maggiore Potenziale Pandemico 2024-2028“. Questo piano rappresenta un passo avanti significativo nel quadro della preparazione e risposta alle pandemie, poiché si estende a tutti i patogeni respiratori.

Tuttavia, al momento, il piano è soggetto a un blocco da parte delle regioni, il che solleva questioni importanti da affrontare. Le regioni pongono l’accento sulla necessità di una certezza finanziaria fin dal 2024 per garantire la continuità delle attività avviate. In particolare, chiedono al Ministero della Salute di definire i finanziamenti destinati a ciascuna regione e provincia autonoma, con specifici vincoli di destinazione.

Tra le richieste delle regioni vi è anche la separazione e l’aggiunta di risorse per i piani pandemici regionali rispetto al finanziamento del Fondo sanitario nazionale. Inoltre, si sottolinea l’importanza di includere nel Piano l’adesione vincolante delle regioni ai sistemi di sorveglianza, il supporto del privato accreditato al Servizio sanitario nazionale (SSN) e il coinvolgimento della società civile nel supportare il SSN.

Massima Priorità alla Prevenzione e alla Gestione delle Pandemie: Il Nuovo Piano in Dettaglio

Il piano sottolinea il ruolo cruciale dei vaccini come misura preventiva primaria, ma non trascura l’importanza delle norme di prevenzione nel contenimento della diffusione del contagio. Un obiettivo chiave è quello di limitare la durata delle restrizioni, considerando attentamente l’impatto sociale ed economico di tali misure sulla popolazione.

Tra i principali obiettivi del piano troviamo la riduzione degli effetti della pandemia, l’attuazione di azioni appropriate e tempestive, la protezione dei servizi sanitari e sociali, la salvaguardia della salute degli operatori sanitari e l’informazione e responsabilizzazione della comunità. Un monitoraggio accurato, coinvolgendo un’ampia gamma di operatori sanitari, è considerato essenziale.

Le misure prioritarie comprendono test diagnostici, distanziamento fisico, utilizzo di mascherine, isolamento e limitazione degli assembramenti, oltre al potenziamento dei laboratori virologici e al tracciamento dei contatti. È prevista la possibilità di stipulare contratti di prelazione per l’acquisto di farmaci e vaccini.

Il piano si basa sulle raccomandazioni dell’OMS emanate nel 2023 nel documento “Preparedness and Resilience for Emerging Threats Module 1: Planning for respiratory pathogen pandemics Version 1.0” (PRET), che propone un approccio multi-patogeno per via principale di trasmissione.

Tuttavia, emerge la necessità di un maggiore livello di dettaglio e chiarezza in alcuni punti del piano. Vi sono chiari riferimenti all’Intergovernmental Negotiating Body (INB), consultato il 30 agosto 2023, rappresentante il fulcro delle modifiche proposte al Regolamento Sanitario Internazionale (RIS).

Trasparenza e Coerenza nel Processo Decisionale: Domande Aperte sulle Modifiche al RIS

Tuttavia, attualmente, persiste una mancanza di chiarezza riguardo alle modifiche in corso. Non è ancora chiaro quali emendamenti verranno approvati o modificati, considerando che l’ultima pubblicazione di un testo analogo a quello del 2022 è avvenuta il 30 ottobre 2023.

Inoltre, riteniamo che sia di fondamentale importanza mantenere un tono formale e rispettoso quando ci si riferisce al Ministro della Salute, Schillaci, e alle istituzioni. Tuttavia, è lecito sollevare interrogativi riguardo alla trasparenza e alla coerenza delle decisioni prese riguardo alla gestione della pandemia ed è legittimo porre domande e esprimere dubbi riguardo alla trasparenza e alla coerenza delle decisioni prese.

Pertanto, è ragionevole chiedere come il Ministro Schillaci intenda affrontare le eventuali “ricadute” da lui citate, al piano pandemico nazionale, specialmente considerando che il RIS è ancora soggetto a cambiamenti non definiti e quindi ancora incerto. In che modo il Ministro ha modellato il nostro piano pandemico a queste modifiche non ancora definite e approvate?

Come il Ministro Schillaci è in grado di anticipare che tali emendamenti avranno una “Ricaduta” come da lui citato? Resta un enigma come il Ministro si sia già attivato per adattare il nostro piano pandemico alle modifiche ancora in via di definizione del RIS.

Qual è la sua conoscenza riguardo a ciò che rimarrà immutato e ciò che subirà modifiche nel RIS? Su quali basi il nostro piano pandemico è stato adattato a queste modifiche ancora in via di definizione? Come può il Ministro Schillaci prevedere le implicazioni di tali emendamenti?

Infine, è lecito chiedersi se il Ministro abbia accesso a informazioni privilegiate che potrebbero influenzare le sue decisioni, il che potrebbe sollevare domande sulla sua credibilità.

Formuliamo tale ipotesi nel rispetto delle istituzioni e senza presupporne la veridicità.

Un ulteriore aspetto rilevante è rappresentato dalla dichiarazione del Ministro nel documento documento “Piano Nazionale di Comunicazione del Rischio Pandemico, secondo il quale “… la proposta predisposta dalla Commissione Europea nell’ambito del percorso negoziale coordinato dal Bureau dell’Intergovernmental Negotiating Body (INB) che ha il mandato di redigere entro il 2024 il Trattato pandemico internazionale promosso dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, …”. È degno di nota il fatto che il Ministro abbia già conoscenza dell’esito positivo dell’accettazione della proposta europea.

Il piano afferma di recepire le raccomandazioni dell’OMS, ma come può dichiarare la proposta della Commissione Europea per il “Regolamento Internazionale Sanitario”, se non si conosce ancora l’esito delle trattative europee?

Diritto dei Cittadini alla Trasparenza e alla Partecipazione: Un Appello per la Chiarezza nelle Decisioni Governative

In un contesto in cui la trasparenza e la democrazia sono cardini fondamentali della nostra società, è essenziale che i cittadini abbiano accesso alle informazioni e possano partecipare attivamente al processo decisionale, soprattutto quando si tratta di questioni di vitale importanza come la gestione delle pandemie.

Ogni membro del governo ha giurato di rispettare e difendere la Costituzione, che garantisce ai cittadini il diritto di essere informati e di partecipare alle decisioni che li riguardano. Pertanto, è nostro dovere esercitare pressioni sugli organi competenti affinché si ottenga chiarezza su interrogativi legittimi e cruciali che richiedono risposte chiare e accessibili ai cittadini.

È essenziale comprendere i criteri adottati nell’adattare il piano alle modifiche in corso e garantire trasparenza e democrazia nel processo decisionale. Come cittadini, abbiamo il diritto di conoscere con chiarezza il coinvolgimento della delegazione italiana presso l’OMS, oltre ai nomi dei rappresentanti e alle modalità con cui vengono prese decisioni che ci riguardano.

È di vitale importanza stabilire se tali decisioni siano precedute da dibattiti e votazioni parlamentari, e se siano basate su criteri definiti e trasparenti. Inoltre, abbiamo il diritto di accedere a una versione aggiornata degli emendamenti al RIS e al Trattato, rendendo pubbliche le modifiche in Italia prima che vengano votate.

Tali richieste non sono solo legittime, ma essenziali per garantire che il processo decisionale sia trasparente, partecipativo e rispettoso dei diritti democratici dei cittadini. Rendere pubblici questi dettagli permetterebbe di avviare un dibattito pubblico informato e costruttivo su questioni di così vitale importanza per il bene comune.