Home OLTRE LA LINEA - di Giovanni Lorenzini VERSILIA NOIR – Madre e figlia scomparse, aprile 1974

VERSILIA NOIR – Madre e figlia scomparse, aprile 1974

by Giovanni Lorenzini
Una misteriosa scomparsa

La FIAT 500 di una ragazza pistoiese ritrovata sul viale dei Tigli di Viareggio, un guaritore e un mistero rimasto irrisolto

OGNI volta che un fatto di nera particolarmente intrigante si è impadronito della pagine di cronaca di Viareggio & Versilia, c’è una storia – nei pezzi di appoggio, a cominciare da quello immancabile sui precedenti – che riaffiora dall’archivio. Un archivio dove il caso è finito con la scritta ‘irrisolto’, tramandato nel tempo dai cronisti che all’epoca in cui accadde se ne occuparono a fondo, consegnando poi un ideale testimone agli aspiranti cronisti di quel momento. Siamo nel 1974, proprio nel bel mezzo del mese di aprile, quando sul viale dei Tigli a Torre del Lago, viene trovata una Fiat 500 di proprietà di una ragazza residente in provincia di Pistoia. La giovane, in compagnia della mamma, era uscita di casa la sera dell’8 aprile dicendo che si sarebbero recate da un guaritore in grado di risolvere i problemi fisici che da qualche settimana stavano torturando la donna più anziana, disturbi di fronte ai quali la medicina ufficiale non era riuscita a trovare una soluzione.

MA DAL santone, esperto in guarigione miracolose, molto accreditato e con una vasta clientela, non erano mai arrivate: fu così che scattò l’allarme sulla misteriosa sparizione, allarme che coinvolse tutta la regione. Fino a quando l’auto venne ritrovata, vuota (di persone) ma piena di mistero, a Torre del Lago. Era comunque inspiegabile che la 500 venisse ritrovata a Torre del Lago, un paese dove le due donne, almeno ufficialmente, non avevano alcun tipo di contatto e conoscenza.

IL ritrovamento della Fiat 500 alimentò il giallo visto che sull’auto c’erano anche vistose tracce di sangue oltre a sabbia. L’unico elemento ‘nuovo’, il sedile del conducente spostato all’indietro, come se chi avesse guidato l’auto per l’ultima volta fosse stata una persona molto più alta della ragazza. Fu una mossa diversiva per confondere gli inquirenti? Nessuno può escluderlo. I legami con il santone alimentò l’attenzione degli ‘ultras’ dell’esoterismo, con quella spruzzata di ulteriore mistero che fa sempre presa su chi segue la vicenda, come d’altronde sarebbe accaduto quindici anni dopo, quando scoppiò il caso della Circe della Versilia.

MA TORNIAMO alla 500, al sedile spostato, alle tracce di sangue umano e alla sabbia. Oltre a questi elementi, non c’era nessun altro aspetto utile alle indagini, né a Torre del Lago, Viareggio e in Versilia, oltre ovviamente a Pistoia. Le indicazioni dei mitomani – che si sbizzarrirono in avvistamenti improbabili e contraddittori – non sortirono alcun effetto pratico. Con addosso gli occhi della stampa nazionale, carabinieri e polizia fecero il possibile e l’impossibile – con massicce e ripetute battute nella Macchia Lucchese e nel parco Naturale di Migliarino, Massaciuccoli e San Rossore, controlli sulla spiaggia – per trovare una traccia in grado di garantire una svolta decisa alle indagini. Niente di niente. E con questo cliché la storia è finita in archivio, salvo essere rimessa a bagnomaria, riscaldata e riproposta, ogni volta che a Torre del Lago e dintorni (le occasioni non sono mancate nel corso di questi 46 anni), la cronaca ha offerto spunti per altri gialli. Che non sono mancati.

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