DIARIO - di Moreno Bucci, OPINIONI

Viareggio, il PD, Del Ghingaro e gli amici di Renzi

Rispetto alle promesse elettorali di Del Ghingaro, si esce con una città annichilita, estraniata, depotenziata, era più viva dugento anni fa

Cinque anni dopo il 2015, la favoletta della chiamata di Del Ghingaro da parte della Martina di “Viareggio tornerà bellissima” non ha alcun senso. Iscritto al PD giunge a Viareggio con una sua lista e quattro altre a lui collegate; “cinque liste sono tante, noi facciamo paura”, affermò in campagna elettorale. Certo, per mettere in piedi questo schieramento, con esponenti della sinistra e della destra, non basta la copertura politica, ci vuole anche organizzazione, “in loco”.

Il PD , nato nel 2007,  raccoglie sostanzialmente diessini e margherita. In Versilia parte bene, c’è abbastanza amalgama. A Viareggio fallisce il “dopo Marcucci” lasciando  il Comune a Lunardini. Arrivati al 2013 si produce una frattura consistente: nel momento in cui pareva possibile trovare un candidato condiviso tra le due anime del PD, avviene una forzatura e la senatrice spinse per le primarie. Le vinse Betti, che vinse anche le elezioni. Venne  a sostenerlo anche Renzi.

Forse Betti però non rispose appieno alle attese che i suoi padrini politici avevano riposto in lui. Il gruppo di giovani che, insieme a Betti, guidava amministrazione e partito prese una strada inattesa: fu dichiarato il dissesto e il sindaco costretto a dimettersi. Ed è il dopo Betti che fa emergere un candidato non viareggino. Forse, inizialmente, pensata come una candidatura PD, non realizzatasi a causa della situazione interna del partito.

La senatrice, che aveva scelto Betti la volta prima, ora sosteneva Del Ghingaro. Dopo la vittoria elettorale, emerge anche il sostegno dell’altro senatore, Marcucci. Può parere paradossale, se si pensa che nell’ottobre 2015 Del Ghingaro decide di chiudere col PD, ma non lo è se si pensa alla forza che aveva ricevuto dall’appoggio politico. Ometto di attardarmi su quello che ha fatto l’Amministrazione Del Ghingaro, dandolo per conosciuto, anche per Il sostegno dimostratogli dai due giornali e dalle emittenti locali.

Rispetto alle  promesse elettorali (1) si esce con una città annichilita, estraniata, depotenziata. Era più viva dugento anni fa. Quanto al PD, venuto meno l’afflato renziano, quello che aveva “costretto”  ad andarsene l’ala post comunista, c’è stato un riavvicinamento che ha portato ad una candidatura comune: Bonaceto.

Il sindaco non ha atteso senza far niente la scadenza elettorale: è stato attivo, si è avvicinato a Renzi, partecipando all’ultima “Leopolda”, offrendo e chiedendo.  Prima del covid-19 aveva lavorato secondo lo schema del 2013, mettendo all’opera tessitori di alleanze, ora più facili che cinque anni fa. Ci sono tra i suoi collaboratori persone capaci di svolgere questo compito. Mi fu detto tempo fa: “stai a vedere stavolta quante saranno le liste d’appoggio a Del Ghingaro”.  Ed in effetti, specialmente nella destra, si erano mossi in tanti per svolgere questo compito, Ma non solo, anche liste “giovanili” ed altro. Era tutto pronto.

Allora il problema era forse quello di fronteggiare la Lega ed i suoi alleati,  per andare al ballottaggio, non considerando il PD e Bonaceto un serio ostacolo. Si sarebbe votato di questi tempi; ma la pandemia ha fatto slittare le urne. E’ sorto così il timore che l’alleanza PD-Art.1 potesse prendere forza e la candidatura uscente –anche in seguito a recenti decisioni, penalizzanti per la collettività viareggina – potessero dare una spinta alla candidatura Bonaceto, considerata l’affievolita forza  della Lega.

Questo PD viareggino che si sposta a sinistra non è piaciuto. Molto meglio puntare sulla riconferma del sindaco uscente. Portare il PD sulla barca del sindaco uscente è l’operazione vincente. Ma sarebbe riduttivo se fosse soltanto questa la ragione di un provvedimento come il commissariamento del PD viareggino. Pensate che anche il nazionale – il famoso “Nazareno” – ha dato il suo consenso.

La base degli iscritti verosimilmente verrà “arricchita” da persone più disponibili rispetto alla possibilità di un’alleanza elettorale con il sindaco uscente, specialmente se l’assemblea attuale manterrà una posizione “di traverso” rispetto alla volontà del PD regionale .

Il PD regionale e nazionale non possono certamente essersi esposti a favore di Del Ghingaro soltanto per fare un favore a Italia Viva. In ballo non c’è soltanto Viareggio – a quanto sembra a nessuno importa di questa città – c’è sicuramente anche la posta regionale. In Toscana Renzi è più forte di quel 3% che gli viene attribuito in sede nazionale e dei “suoi voti” c’è bisogno per vincere in Toscana.

Di amici Renzi ne ha ancora molti dentro al PD, che sono importanti a Roma come in provincia. Ecco, questi amici hanno compreso che anche i voti “viareggini” Del Ghingaro sono utili per far eleggere Giani. Così, credo, si è chiuso il cerchio.

NOTA (1)

23.4.15: “ Viareggio città di mare e di cultura Valorizzare il patrimonio paesaggistico e culturale con eventi e manifestazioni per rendere la città viva e frequentata tutto l’anno. Dalle spiagge alle pinete, dal Carnevale a Puccini, Viareggio e Torre del Lago meritano di ritornare alla loro straordinaria normalità.
Viareggio città sicura e solidale Contrastare le situazioni di illegalità, favorire la coesione sociale, promuovere i diritti di tutti. Non c’è sicurezza senza partecipazione attiva: restituire ai cittadini luoghi di incontro per eventi sportivi, sociali e culturali, per creare una comunità più unita, più attiva, più competitiva.
Viareggio città del turismo e dell’ambiente Ridare dignità ai luoghi simbolici di Viareggio e Torre del Lago, favorire uno sviluppo urbano che rispetti l’ambiente, promuovere una mobilità verde, intervenire sul decoro urbano e sulla raccolta dei rifiuti per valorizzare le bellezze di Viareggio.
Viareggio città attenta e vicina alle esigenze delle persone Dai servizi per l’infanzia all’istruzione, dalle politiche sociali a quelle sanitarie. Costruire una comunità aperta e solidale che non lascia indietro nessuno, ma prende per mano le persone e le accompagna nel loro percorso di vita.
Competenza, onestà e concretezza Per uscire dalla crisi Viareggio ha bisogno di una gestione attenta e di un lavoro di squadra. Rimettere in moto la macchina comunale, valorizzare i dipendenti, governare le partecipate. Con le nostre scelte Viareggio tornerà a correre.