FOCUS, VERONA - di Giovanni Villani

Vinitaly 2020 dopo 54 edizioni non è andato in scena

di GIOVANNI VILLANI – Per la prima volta nella sua storia non è andato in scena a causa del Covid 19, l’analisi sull’andamento 2020

Vinitaly 2020, dopo 54 edizioni, per la prima volta nella sua storia non è andato in scena a causa del Covid 19, ma non per questo si ferma l’attività della promotrice Veronafiere che ha già indicato le date della prossima rassegna 2021: dal 20 al 23 giugno. Sarà una edizione di rilancio e di lusso perché avrà anche una partecipazione canora di assoluto rilievo, quella del grande Sting che sarà accompagnato dalla consorte Trudie Styler.

Per rendere ancora più internazionale la partecipazione della coppia farà da sfondo uno dei brani musicali italiani più conosciuti al mondo, “Quando, quando, quando” di Tony Renis che sarà mixato con il prodotto dell’agroalimentare tricolore più apprezzato nei cinque continenti, unito al brand della prima manifestazione internazionale che lo promuove. Il filmato è già da qualche giorno online su YouTube, oltre che sui social ufficiali di Vinitaly come Facebook, Twitter, Instagram, Linkedin. Weibo, Wechat. Con l’ex The Police, ora anche vignaiolo in Toscana, hanno preso il microfono, accettando la sfida, imprenditori come José Rallo (Donnafugata), Riccardo Cottarelle dell’omonima cantina e presidente di Assoenologi, Bruno Vespa, in rappresentanza di Vespa Vignaioli, il veronese Riccardo Pasqua, amministratore delegato della cantina di famiglia e molti altri.

L’idea di ricorrere alla canzone Quando, quando, quando, è un parto del team di Vinitaly, scelta perché una delle più conosciute all’estero e perché le sue parole alludono ad un ritorno del pubblico fra gli stand della nota fiera veronese per assaggiare le migliori bottiglie prodotte nel nostro Paese.

Intanto si stanno facendo i conti con i risultati economici di uno degli anni più terribili per il nostro Paese. “Le perdite ci sono, ma ai nostri competitor è andata peggio” racconta il direttore generale Giovanni Mantovani. La stima è di una chiusura d’anno all’insegna di una contrazione da 300 milioni di euro, complice anche il +15% delle esportazioni nel primo bimestre. Il rapporto qualità-prezzo, una più variegata diversificazione dei canali di vendita e lo scampato pericolo dei dazi aggiuntivi negli Stati Uniti hanno consentito di perdere meno terreno della Francia”.

L’Italia, secondo l’ultimo Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor “Focus mercati-consumi e previsioni import 2020”, riuscirà a contenere la flessione nei suoi due mercati chiave: gli Usa e la Germania. Vanno peggio invece i dati provenienti da Regno Unito, Giappone, Cina e Canada. “Crollano i consumi di spumanti, sinonimo di feste, in particolare lo Champagne. Tiene meglio il Prosecco, stappato anche da aperitivo, che ha un ottimo rapporto qualità-prezzo”, conclude Mantovani. Il vigneto veneto fa ancora da traino al sistema nazionale per produzione ed export.

I dati emersi in occasione del terzo e ultimo Focus del Trittico Vitivinicolo 2020, promosso da Veneto Agricoltura con Regione e Avepa, raccontano che la produzione veneta ha complessivamente superato i 14 milioni di quintali di uva (uno in più rispetto allo scorso anno). Il vino prodotto sui aggira sugli 11 milioni di ettolitri, con l’80% a denominazione controllata. Il Veneto conserva il primato nazionale per produzione ed export, dove il Prosecco mantiene la prima posizione con 4,2 milioni di quintali di uva prodotta, seguito dal Pinot grigio delle Venezie (1,3 milioni), Conegliano-Valdobbiadene (1 milione), Valpolicella (0,78 milioni), Soave (0,58), Garda (0,35).

Se la vendemmia è andata bene, l’export ha segnato il passo, perché dopo un primo trimestre positivo, il vino veneto ha rallentato, confermandosi comunque al top con 1,5 milioni di euro, il doppio di Toscana e Piemonte messe assieme. Dal Focus Vitivinicolo sono uscite poi molte indicazioni e suggerimenti, come il bisogno di imparare la lingua dell’e-commerce, poco praticata, il rafforzamento del brand nazionale e le aggregazioni, il mettere a fuoco i canali di vendita prima di iniziare la produzione per conservare il massimo della redditività.