CAMPO DI MARTE - Editoriale di Aldo Belli, Operazione Spartito

Il futuro del Maggio è come l’assessore Sacchi: il buio

di ALDO BELLI – Firenze, nel Consiglio Comunale di lunedì il consigliere De Blasi (5Stelle) è nuovamente intervenuto sul Maggio Musicale

L’assurdo che nasce dal confronto tra la domanda dell’uomo e l’irragionevole silenzio del mondo (non ricordo esattamente l’autore, vado a memoria, per cui mi astengo dal nome). Mi è venuto in mente ascoltando la replica dell’assessore alla Cultura di Firenze Tommaso Sacchi al Question time del consigliere comunale Roberto De Blasi durante il Consiglio Comunale di lunedì. E non perché Sacchi non abbia risposto alle domande come aveva fatto la volta scorsa, ma per l’avere stavolta risposto (ferma restando, naturalmente, la distinzione di fondo poiché nel nostro caso non si tratta dei misteri del mondo esistenziale, ma del mondo della lirica italiana).

Dunque, un tempo era diffusa nei politici la licenza di dire le bugie. Oggi alle bugie, hanno optato per il silenzio. “…eh! io fo l’orecchio del mercante” si legge nel quarto capitolo dei Promessi Sposi, far finta di non capire. Così il silenzio può manifestarsi apertamente, come alcune settimane fa nella risposta dell’assessore Sacchi ai consiglieri comunali De Blasi e Masi che chiedevano (come loro diritto per la legge e secondo lo Statuto del Comune di Firenze) una copia dei contratti dei cantanti del Maggio: “Le procedure di selezione degli artisti… vengono regolarmente sottoposte al Consiglio di Indirizzo” (rispose allora Sacchi). Ma il silenzio può assumere anche il tono dell’indifferenza o del rinvio a Babbo Natale (essendo alle porte).

Il 7 dicembre, il 5Stelle De Blasi chiede al sindaco Nardella (nonché presidente del Consiglio di Indirizzo del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino ) di informare il Consiglio Comunale “su quali siano le strategie per realizzare “il risanamento economico della Fondazione Teatro del Maggio Musicale Fiorentino” (leggi: 53 milioni di debiti pregressi). L’assessore Sacchi snocciola un po’ di numeri (anche il successo della riduzione dei costi di produzione del 48% dice Nardella, e pare ovvio considerando che con il Covid le produzioni non sono state fatte), poi risponde rinviando alla lettera del sindaco Nardella pubblicata su La Repubblica il 28 novembre scorso. Cosa ha scritto Nardella? “La soluzione strutturale del problema può arrivare solo se il Governo azzera lo stock di debito nei confronti dello Stato” (del Maggio, 53 milioni di euro). Insomma, con buona pace di De Blasi, per Palazzo Vecchio il futuro riassetto del Maggio Musicale Fiorentino è solo nelle mani di Babbo Natale.

Il silenzio dell’indifferenza, invece, si coglie nella risposta a questa domanda di De Blasi: si chiede “se parte dei contributi pubblici dichiarati… siano stati destinati per la creazione di un fondo con finalità di integrazione delle misure promosse dal governo centrale, riservate ai lavoratori dello spettacolo in condizione di partita iva che con la loro professione hanno costituito parte fondamentale per la realizzazione degli spettacoli nel presente e nel passato della storia del Teatro”. La risposta dell’assessore Sacchi (a fronte di 26 milioni di euro di contributi pubblici): “Il Governo ha attivato gli ammortizzatori sociali, non si comprenderebbe a quale titolo una Fondazione, pur partecipata pubblica, avrebbe potuto, legittimamente dovuto costituire appositi fondi per integrare…”.

In conclusione i compagni Nardella e Sacchi vogliono dire ai fiorentini, ai toscani e agli italiani, attraverso il consigliere comunale Di Blasi: e perché dovremmo farvi vedere come sono fatti i contratti dei cantanti del Maggio, se siamo noi a governare? 53 milioni di debiti? non è un problema nostro, attendiamo il compagno ministro Franceschini. Gli scritturati sfigati con partita iva? Ci pensi la Caritas. Che tutto questo film sia realizzato con 26 milioni di euro pubblici, denaro cioè dei fiorentini, dei toscani e dei cittadini italiani, ovviamente non conta.

Il Question time integrale del consigliere Roberto De Blasi

La risposta dell’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi