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La Gasdia annuncia l’Arena 2021 sulla sabbia

Voucher. Tutti i sindacati scrivono al Ministro, la sovrintendente Gasdia ha annunciato 42 serate ma i numeri del bilancio 2020 traballano.

L’11 marzo i vertici della Fondazione Arena di Verona hanno annunciato in una conferenza stampa la ripresa del Festival Lirico 2021 dal 19 giugno al 4 settembre. In tutto, 42 serate.

Una ripresa alla grande.

“Siamo orgogliosi di presentare la stagione 2021” ha dichiarato il sindaco Sboarina, nonché presidente della Fondazione Arena di Verona. La sovrintendente Cecilia Gasdia ha annunciato nuovi allestimenti: “non vedremo quelli previsti per l’anno scorso perché non è possibile montarli mantenendo la distanza sanitaria che sicuramente sarà prevista, meno architettonici rispetto alla tradizione ma non meno spettacolari. Sfrutteremo anche le nuove tecnologie”. E senza dimenticare che “la “Fondazione Arena di Verona ha come priorità la salute e la sicurezza degli spettatori e degli artisti” per cui “verranno eseguite solo le attività che saranno compatibili con le norme sanitarie in vigore nei prossimi mesi. La Gasdia ha espresso “fratellanza con tutti gli artisti che stanno soffrendo in quest’anno. Abbiamo ricalendarizzato gli spettacoli e riscritturato gli artisti per dare sostegno al comparto che non ha un posto fisso”.

Ma i sindacati non sono mai contenti?

Prima i lavoratori del Teatro si lamentano perché l’Arena non svolge attività, poi si lamentano perché il Teatro riprende l’attività… Potrebbe essere questo il commento al disagio che ha riunito tutte le organizzazioni sindacali dell’Arena spingendole a scrivere al Ministro della Cultura Dario Franceschini, al Direttore del Dipartimento dello Spettacolo dal Vivo Antonio Parente e al Commissario Governativo per le Fondazioni Lirico-Sinfoniche Marco Aldo Amoruso. “Le scriventi OO.SS., unitamente alle RSU, sono a rappresentare alle SS.VV. la loro forte preoccupazione circa le sorti della Fondazione Arena di Verona” hanno scritto il 15 marzo dopo avere letto sui giornali la conferenza stampa dei vertici della Fondazione. Ascoltando le due voci contrastanti (quella della sovrintendente Gasdia e quella dei lavoratori), qualcosa non quadra.

42 serate programmate sulla sabbia.

“Questa notizia, apparentemente positiva, in realtà ci pone una serie di interrogativi in quanto, nonostante le numerose richieste di incontro per verificare la compatibilità della programmazione estiva con la tenuta del bilancio 2021, nessun elemento concreto in tal senso, se non un generico riferimento al calcolo delle probabilità, è stato ad oggi fornito alle OO.SS. Questa preoccupazione è altresì alimentata dal fatto che non sono state nemmeno fornite alle OO.SS. informazioni precise sul bilancio 2020, rispetto al quale la Fondazione Arena non ha nascosto l’esistenza di un’alea in rapporto al regime dei voucher. Tenuto conto dell’attuale situazione pandemica che comporta, allo stato, la riduzione del numero di spettatori nell’anfiteatro areniano entro cui si sviluppa il leggendario festival lirico estivo e della conseguente incertezza circa le modalità di gestione e contabilizzazione dei voucher, anche alla luce delle posizioni che sono state assunte riguardo alle compagnie aeree, ci corre l’obbligo, in assenza della possibilità di ricevere informazioni dirette ed attendibili dagli stessi vertici della Fondazione di sottoporre a codesto Ministero, quale organo di controllo, la richiesta di verificare tempestivamente se vi siano le condizioni economiche e finanziarie per effettuare la programmazione del festival areniano 2021 nei termini resi noti ufficialmente dai vertici e dal Presidente Sboarina nel corso della conferenza stampa sopra richiamata”.

Intanto ci facciamo belli, poi si vedrà.

Per programmare 42 serate di spettacolo sulla carta non occorre essere un manager uscito dalla Bocconi. In questo caso la “carta” non è rappresentata solo dal calcolo delle probabilità (metodo di gestione di un bilancio sufficiente per bocciare uno studente al primo anno di Scienze Economiche). La “carta” dell’Arena (come per tutti gli altri Teatri in Italia) è costituita, infatti, anche da quella materiale chiamata “voucher”: a questa fanno riferimenti i sindacati, ovvero alla reale copertura della pianta del Teatro dove ad ogni posto corrisponde l’obbligo della Fondazione di rimborsare il biglietto a suo tempo pagato. Se invece che all’Arena di Verona fossimo in una qualsiasi grande azienda privata, l’amministratore delegato Cecilia Gasdia si sarebbe presentata con un Programma di Attività (le 42 serate) accompagnato da un Piano Economico-Finanziario (le entrate e le uscite in grado di sostenere le 42 serate, con un margine di scostamenti prevedibili non superiore al 3-5%). Ma siamo all’Arena, e a pagare sarà come sempre Pantalone (i cittadini) e i lavoratori: e, come sempre, senza sapere perché, chi e cosa.

Il sindaco Sboarina è orgoglioso, anche dei 500.000 euro rimasti al buio.

Il 5 novembre 2020 il Consiglio Comunale di Verona approvò l’erogazione di un “contributo straordinario per supportare la ridotta stagione lirica e concertistica della Fondazione Arena per COVID 19 + euro 500.000,00” (deliberazione n.37). Toscana Today si rivolse al sindaco Sboarina (nella sua doppia veste di sindaco e presidente della Fondazione Arena di Verona) per spiegare ai veronesi la destinazione, voce per voce, di questi 500.000 euro straordinari. Nessuno ha mai risposto.

“Dopo i duri sacrifici economici imposti ai lavoratori in conseguenza dell’applicazione del piano di risanamento, non potremo certo tollerare che il desiderio di ritorno alla ‘normalità’ della città di Verona, che, come noto anche allo stesso Ministero, è sempre stata poco incisiva nel sostegno economico alla Fondazione, possa andare in pregiudizio della sua stabilità e di quella dei rapporti di lavoro a 12 mesi” conclude la lettera dei sindacati: S.L.C./C.G.I.L. Mario Lumastro, F.I.S.Tel/C.I.S.L. Elena Carla Mazzoni – U.I.L.Com/U.I.L Ivano Zampolli – F.I.A.L.S./C.I.S.A.L. Dario Carbone – Rappresentanze Sindacali Unitarie della Fondazione Arena di Verona

La lettera inviata al Ministero della Cultura