Il neologismo utilizzato puzza di regime, e il referendum è uno strumento di democrazia sancito dalla Costituzione che va rispettato
Chi scrive non è mai stato favorevole al maggioritario puro proposto dalla Lega con un referendum la cui anima e’ il padre del Porcellum, Calderoli, un politico rozzo, anche se si dice esperto di sistemi elettorali.
Chi scrive avversò Mario Segni a cui si deve, insieme ai giudici di Tangentopoli, lo scioglimento e la fine della Prima Repubblica. Ma la sentenza tutta politica della Corte Costituzionale che boccia il referendum leghista, considerandone gli effetti eccessivamente “manipolativi”, appare sbagliata ed eccessivamente politica. La Corte quando fa politica perde la credibilità. Il neologismo “manipolativo” coniato ad hoc dai supremi giudici, non mi piace. Puzza di regime perché impedisce ai cittadini di esprimersi. malgrado la richiesta provenisse da molte Regioni italiane. In un regime democratico si vota sempre. Si può discutere la semplificazione manichea del referendum che riduce tutto ad un si e un no, ma il referendum è uno strumento di democrazia sancito dalla Costituzione della Repubblica che va rispettato.
Pier Franco Quaglieni è stato giovanissimo con Arrigo Olivetti e Mario Soldati tra i fondatori del Centro Pannunzio di Torino, del quale è tutt’ora direttore. Giornalista, docente e saggista, è stato vicepresidente della International Federation of Free Culture di Londra e del Consiglio Italiano del Movimento Europeo, presidente della Federazione Italiana Docenti. insignito del Cavalierato di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.
