L’Italia, ma che bel paese! Venghino signori, venghino

MES, BOND, PIL, Recovery Fund, biciclette, monopattini, vacanze, ristrutturazioni edilizie, banchi scolastici monouso, miliardi a go go

La parola più detta e scritta in questi mesi è questa: miliardi. Miliardi di euro, intendo.

L’effetto finanziario della pandemia da Covid-19 è stato bifronte: da una parte, quello (vero e cocente) consumatosi ai danni delle imprese e dei lavoratori autonomi, deprivati di reddito e risorse, dall’altro, quello (etereo, finto e onirico) fiorito sulla bocca degli statisti in carica in questo triste secolo ancora ventenne, che hanno preso a millantare la pretesa, prima, e la disponibilità, poi, di una valanga di miliardi di euro da spendere nei modi più belli e appaganti, come la fantasia italiana sa suggerire.

MES, BOND, PIL, Recovery Fund: suoni esotici che significano soldi, tanti, destinati all’Italia e al suo popolo dall’Europa redenta. Biciclette, monopattini, vacanze, ristrutturazioni edilizie, banchi scolastici monouso, abbattimento dell’IVA, nuovi ospedali, migliaia di nuovi assunti nel pubblico impiego smart: formule magiche per un rilancio del Bel Paese, perché diventi più bello che pria.

Una volta, leggere i giornali o ascoltare un TG era deprimente: crisi economica, IVA da aumentare, occupazione calante e immigrazione crescente. Roba vecchia. Ora è tutto diverso, per chi è rimasto.

I media ci raccontano il paese dei balocchi. Stampata qualche doverosa riga sul virus che c’è – non c’è più – o chissà (dipende a quale scienziato lo chiedi, no?), passati quei pochi minuti telegiornalistici dedicati ai caduti del Covid, vai con il futuro: l’IVA? Forse la eliminiamo. L’IRPEF? Forse la abboniamo. Le scuole? Le riapriamo, e compriamo tutto nuovo, banchi, lavagne, aule. Le aziende? Cassa integrazione fino a Capodanno e poi nuovi capannoni, nuovi automezzi, nuovi orizzonti. Pare che si potrà tornare a fumare – ma d’ora in poi ‘a gratis’ – nei cinema e sui treni; forse anche nei ristoranti.

Insomma, italiani, non tutti i mali vengono per nuocere. È vero, la pandemia è stata terribile, però ora ci sono i miliardi dell’Europa, e sono tanti. Via quelle facce da lockdown, ora è tempo di spendere.

Ho sentito dire che non so quale tra i ministeri presto attiverà un numero telefonico (gratuito, ovvio) al quale nuove fanciulle post-pandemiche, vestite di nuovo, risponderanno per raccogliere proposte di spesa. La voce di cortesia per i brevissimi tempi di attesa, con il sottofondo di una vecchia canzone di Edoardo Bennato, tratta dall’album Burattino senza fili, pare che reciti così: venghino signori, venghino.

Quando tutto questo finirà? Secondo me, presto. Quando non sarà più sostenibile la gag miliardaria. Quando i giornali mentitori dovranno smettere di scrivere favole al sapor dell’oppio. Quando sarà inevitabile riconoscere che l’allegra e generosa valanga dei miliari d’Europa è solo un tristo rivolo, che bagna poco e, prima o poi, deve essere fatto risalire alla sua fonte (e, si sa, risalire la corrente è faticoso).

Godiamoci quindi queste settimane da sogno, perché passeranno; giochiamo questa partita al monopoli, poi si vedrà. E quelli che hanno comprato la biciclettina offerta dal governo buono di questi mesi? Stiano tranquilli, quella se la potranno tenere, perché una cosa è sicura, ci sarà da pedalare.

Venghino signori, venghino…

(foto: clker-Free licenza pixabay https://pixabay.com/it/vectors/circo-tenda-big-top-mostra-strisce-309711/ )