Home LA PIETRA DI MINERVA - di Giancarlo Altavilla L’Italia, ma che bel paese! Venghino signori, venghino

L’Italia, ma che bel paese! Venghino signori, venghino

by Giancarlo Altavilla

MES, BOND, PIL, Recovery Fund, biciclette, monopattini, vacanze, ristrutturazioni edilizie, banchi scolastici monouso, miliardi a go go

La parola più detta e scritta in questi mesi è questa: miliardi. Miliardi di euro, intendo.

L’effetto finanziario della pandemia da Covid-19 è stato bifronte: da una parte, quello (vero e cocente) consumatosi ai danni delle imprese e dei lavoratori autonomi, deprivati di reddito e risorse, dall’altro, quello (etereo, finto e onirico) fiorito sulla bocca degli statisti in carica in questo triste secolo ancora ventenne, che hanno preso a millantare la pretesa, prima, e la disponibilità, poi, di una valanga di miliardi di euro da spendere nei modi più belli e appaganti, come la fantasia italiana sa suggerire.

MES, BOND, PIL, Recovery Fund: suoni esotici che significano soldi, tanti, destinati all’Italia e al suo popolo dall’Europa redenta. Biciclette, monopattini, vacanze, ristrutturazioni edilizie, banchi scolastici monouso, abbattimento dell’IVA, nuovi ospedali, migliaia di nuovi assunti nel pubblico impiego smart: formule magiche per un rilancio del Bel Paese, perché diventi più bello che pria.

Una volta, leggere i giornali o ascoltare un TG era deprimente: crisi economica, IVA da aumentare, occupazione calante e immigrazione crescente. Roba vecchia. Ora è tutto diverso, per chi è rimasto.

I media ci raccontano il paese dei balocchi. Stampata qualche doverosa riga sul virus che c’è – non c’è più – o chissà (dipende a quale scienziato lo chiedi, no?), passati quei pochi minuti telegiornalistici dedicati ai caduti del Covid, vai con il futuro: l’IVA? Forse la eliminiamo. L’IRPEF? Forse la abboniamo. Le scuole? Le riapriamo, e compriamo tutto nuovo, banchi, lavagne, aule. Le aziende? Cassa integrazione fino a Capodanno e poi nuovi capannoni, nuovi automezzi, nuovi orizzonti. Pare che si potrà tornare a fumare – ma d’ora in poi ‘a gratis’ – nei cinema e sui treni; forse anche nei ristoranti.

Insomma, italiani, non tutti i mali vengono per nuocere. È vero, la pandemia è stata terribile, però ora ci sono i miliardi dell’Europa, e sono tanti. Via quelle facce da lockdown, ora è tempo di spendere.

Ho sentito dire che non so quale tra i ministeri presto attiverà un numero telefonico (gratuito, ovvio) al quale nuove fanciulle post-pandemiche, vestite di nuovo, risponderanno per raccogliere proposte di spesa. La voce di cortesia per i brevissimi tempi di attesa, con il sottofondo di una vecchia canzone di Edoardo Bennato, tratta dall’album Burattino senza fili, pare che reciti così: venghino signori, venghino.

Quando tutto questo finirà? Secondo me, presto. Quando non sarà più sostenibile la gag miliardaria. Quando i giornali mentitori dovranno smettere di scrivere favole al sapor dell’oppio. Quando sarà inevitabile riconoscere che l’allegra e generosa valanga dei miliari d’Europa è solo un tristo rivolo, che bagna poco e, prima o poi, deve essere fatto risalire alla sua fonte (e, si sa, risalire la corrente è faticoso).

Godiamoci quindi queste settimane da sogno, perché passeranno; giochiamo questa partita al monopoli, poi si vedrà. E quelli che hanno comprato la biciclettina offerta dal governo buono di questi mesi? Stiano tranquilli, quella se la potranno tenere, perché una cosa è sicura, ci sarà da pedalare.

Venghino signori, venghino…

(foto: clker-Free licenza pixabay https://pixabay.com/it/vectors/circo-tenda-big-top-mostra-strisce-309711/ )

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