L'incendio del 15 agosto sui Monti Pisani
ATTUALITA', Il Quaderno di Merlino - di Giovanni Ranieri Fascetti, LA CULTURA

Quelle fiamme di Ferragosto sul Monte Pisano

di GIOVANNI RANIERI FASCETTI – Le fiamme sul Monte Pisano sono il simbolo di un fuoco più grande che sta bruciando la nostra civiltà.

C’è un grave pericolo, il pericolo che tutto ciò che sta accadendo intorno a noi venga considerato “normale” dall’opinione pubblica. Le manifestazioni climatiche estreme, gli incendi, i conflitti, le miserie umane, le pandemie, il crollo dei valori culturali e morali dell’Occidente non rappresentano una normalità, sono i segni di una situazione straordinaria: il collasso di una Civiltà, la fine di un’era. Cogliamo oggi il frutto velenoso di un sistema sbagliato e scopriamo, almeno quelli di noi che hanno memoria del passato, che avevamo un paradiso, la Terra, e lo abbiamo distrutto. Il problema è che dopo aver ceduto alla tentazione del serpente dai molti nomi: Capitalismo, Materialismo,

Consumismo, non possiamo essere cacciati da questo mondo. Ci restiamo intrappolati, senza scampo.

Le fiamme che in questo momento, di nuovo, bruciano il Monte Pisano – l’incendio è poi stato domato nel giro di alcune ore – offrendo uno scenario di fuoco dietro la sagoma del paese e della sua Rocca sono, come del resto le fiamme che in questi giorni hanno devastato altre parti dell’Europa e dell’Asia, l’emblema della stupidità umana e dei danni che la stupidità produce. Rischiano in questo momento di andare distrutti, insieme alle aree verdi e alle case, anche dei monumenti che sono stati costruiti mille anni or sono, come le abbazie del Monte: San Salvatore alla costa al Monte, San Jacopo in Lupeta, San Mamiliano o edifici che sono lì da almeno cinquecento anni come il Frantoio di Vicopisano, e questo la dice lunga sulla natura del momento storico che stiamo vivendo. La stupidità di un individuo che accende una fiamma, quello che si chiama innesco, si coniuga con l’abbandono delle aree verdi che da boschi simili a giardini, come apparivano fino alla prima metà del Novecento, sono diventate selve, talvolta impenetrabili. Selve che, grazie alle mutazioni climatiche indotte dalla stupidità dell’uomo, si trasformano in un accumulo di enormi quantità di combustibile secco. Un sistema economico stupido ci ha portati ad abbandonare le campagne, a non curare i territori.

Dopo questi incendi arriveranno i nubifragi, ennesimo frutto della stupidità umana; quei nubifragi che causano smottamenti, frane e che scarnificano le zone montane, asportando l’humus che si è formato in lunghi processi secolari. L’esito finale si chiama desertificazione.

Scrivo dalla Sicilia e sono circondato dai fuochi e da tanta gente stupida che proprio stasera fa fuochi d’artificio in tante feste sparse nella campagna e piango con la gente di qui che ama il suo territorio. Al contempo ho dentro il cuore le immagini delle fiamme che devastano Vicopisano e soffro perché vorrei essere lì, vicino agli abitanti e agli Amministratori, e significare loro tutta la mia partecipazione al dolore, al timore.

Anche se l’espressione dei sentimenti e dell’amore non può spegnere le fiamme e produrre soldi per recuperare un po di quello che sta andando distrutto, può dare coraggio alla gente, forza a chi dovrà continuare a vivere e lavorare. In un secondo momento sarò ancora lì, di nuovo al loro fianco, per riflettere e progettare. Riflettere sulle cause di un così grande male, elaborare una coscienza civica che sia la risposta all’entropia, lavorare con tutte le energie possibili per continuare quella stagione meravigliosa di sviluppo compatibile con l’ambiente e di progresso culturale e civile che ha caratterizzato la Comunità di Vicopisano negli ultimi venticinque anni.

(foto: Comune di Vicopisano https://www.comune.vicopisano.pi.it/Novita/Notizie/Aggiornamento-emergenza-incendio-iniziata-la-bonifica-su-tutto-il-perimetro )