Meraviglie della Mente - di Ugo Cirilli

RELAZIONI SOCIALI E BENESSERE PSICOFISICO, UN LEGAME DA NON SOTTOVALUTARE (di Ugo Cirilli)

L’amicizia è uno degli elementi che rendono la vita più ricca: non occorrono saggi e dimostrazioni scientifiche per trovare persone concordi con questa affermazione.

È però interessante scoprire che le relazioni sociali gratificanti e costruttive possono avere effetti positivi non solo sull’umore, ma anche sulla nostra salute.

Un gruppo di ricerca dell’Università della North Carolina e della Renmin University di Pechino ha seguito un campione davvero numeroso di soggetti, per indagare il ruolo della socialità nel benessere.

Le dottoresse Yang Claire Yang e Kathleen Mullan Harris e il resto del team hanno monitorato le condizioni di salute di migliaia di cittadini americani per anni, studiandone al contempo la rete di relazioni sociali.

I risultati, pubblicati nel 2016, evidenziano correlazioni sorprendenti, che suggeriscono l’idea di un legame benessere psicofisico – amicizia davvero profondo.

I soggetti che, nel quotidiano, vivevano relazioni sociali soddisfacenti apparivano maggiormente “in forma”, come riscontrato dall’analisi di vari fattori legati alla salute: ad esempio la pressione sanguigna e l’indice di massa corporea.

L’isolamento invece era legato a valori peggiori in tali “marcatori” delle condizioni di salute. Queste correlazioni apparivano consistenti sia tra i giovani che tra gli individui di mezza età e gli anziani.

RELAZIONI SOCIALI E BENESSERE PSICOFISICO, UN LEGAME DA NON SOTTOVALUTARE (di Ugo Cirilli)

In qualche modo, quindi, la natura sembra incoraggiarci a instaurare solidi legami sociali, premiandoci con un benessere psicofisico più elevato. Un dato che si collega probabilmente alla storia della nostra specie, evolutasi in ambienti difficili grazie alla cooperazione tra simili.

Relazioni sociali e affinità: una ricerca

È affascinante osservare che tendiamo a scegliere, spontaneamente, la compagnia di persone affini a noi nella visione della vita e nell’emotività.

Lo suggerisce un interessante studio del 2018 guidato dalla dottoressa Carolyn Parkinson, psicologa dell’Università della California.

L’attività cerebrale di 42 studenti universitari veniva monitorata attraverso uno scanner per la risonanza magnetica funzionale, mentre erano impegnati nella visione di una serie di video: dai clip musicali ai programmi scientifici.

I risultati sono emozionanti, perché gettano una nuova luce sul concetto di amicizia: non qualcosa di astratto, ma una vera e propria corrispondenza tra individui nel modo di percepire la realtà. Gli studenti che erano amici, infatti, mostravano reazioni cerebrali simili davanti agli stessi videoclip. Una somiglianza che si rifletteva nelle risposte emotive, nel grado di attenzione, nelle aree cerebrali legate al ragionamento. Quelli che non erano uniti da un legame d’amicizia invece differivano maggiormente nelle reazioni neurali.

Insomma, se in amore qualcuno sostiene che “gli opposti si attraggono” (un’affermazione tutta da verificare), nell’amicizia sembra decisamente l’affinità ad avvicinare due persone.

Chissà, questo fattore potrebbe essere uno degli elementi che mediano la correlazione tra le relazioni sociali e il benessere. Avere accanto persone a noi simili nella visione della vita e nei valori ci fa sentire meno soli; diventa così più facile confidarci, con qualcuno che supponiamo possa capirci profondamente. Un antidoto contro la tristezza e l’ansia, un conforto nei momenti “no” dell’esistenza.

Questo articolo è un testo puramente informativo e non rappresenta in nessun modo prescrizioni o consigli medici.