Paolo Raugei, medico e appassionato di ciclismo. “Le ruote non sono sempre rotonde” dopo il romanzo “La strada per Luderitz”, Aletti editore.
Paolo Raugei pubblica il primo libro di narrativa nel 2018: “La strada per Luderitz”. Nel 1991, a soli 27 anni, inizia la carriera di medico chirurgo all’Ospedale di Prato, è il più giovane assistente di ruolo d’Italia. Nel 1998 si è specializza in Chirurgia Vascolare, e nel 2006 passa dall’Area Chirurgica all’Area Medica, in Cardiologia, a coordinare la diagnostica ecografica vascolare. E’ appassionato di sport, per questo si distingue a Saint Etienne, in Francia, con il dottor Serge Couzan, fondatore dell’angiologia sportiva, e nel 2013 insieme ad altri colleghi della medicina sportiva viene chiamato a partecipare ai Campionati del mondo di ciclismo su strada 2013 che si svolsero a Firenze e altre città della Toscana. Poi, c’è la passione di scrivere.
Paolo Raugei, è sufficiente parlarci pochi minuti, mostra il buon carattere del toscano, quello che fa le cose con passione. “Alcuni anni fa, il padre di un ciclista professionista che stavo per visitare mi disse: un italiano si deve considerare veramente tale se ha visto almeno una volta dal vivo una tappa del Giro d’Italia e un’opera lirica; proprio ricordando quelle parole, sono felice ed emozionato per l’incarico che mi porterà in prima linea a stretto contatto dei corridori in questa competizione così amata dagli italiani, orgoglioso di contribuire a rappresentare anche in questo modo l’eccellenza della Sanità toscana”. Quando può, fuori dal lavoro istituzionale svolge l’assistenza medica al Giro d’Italia. Si occupa di angiologia applicata allo sport e al mondo del ciclismo, ha partecipato ad un’importante ricerca scientifica sulla patologia ostruttiva dell’arteria iliaca esterna nel ciclista.
Non stupisce, quindi, che anche nello scrivere narrativa trasferisca il proprio vissuto, di esperienza e di passioni.
Ne “La strada per Luderitz” tre generazioni di medici, tre epoche completamente diverse, si incontrano in Namibia, a Luderitz appunto.
Luderiytz sorge lungo la costa atlantica della Namibia, tutt’oggi è una piccola comunità, le sue origini risalgono al navigatore portoghese Bartolomeo Diaz; il suo fascino, tra il deserto e il solitario Sperrgebiet ricco di diamanti, è la sua architettura che le fa chiamare München in der Wüste, la Monaco del deserto, per le costruzioni tipicamente bavaresi. Tra i suoi colonizzatori ci sono anche i tedeschi, oltre agli inglesi e ai boeri.
La cornice del romanzo di Paolo Raugei, dunque, inizia bene. A cavallo tra fine Ottocento e primo Novecento, nella cittadina mineraria l’estrazione dei diamanti era dominata dalla famiglia di Alex Fuchs, un potente uomo d’affari tedesco, di fatto è il padrone di tutta la città. Circa un secolo dopo, dalla penna di Raugei salta fuori nuovamente un tedesco.
Il secolo scorso sta volgendo alla fine, quando il medico tedesco non più giovane Rudolph Seidel si presenta in un ospedale dell’Alto Adige per partecipare ad un concorso. Il direttore dell’unità operativa nutre qualche sospetto. La narrazione si avvia così ad introdurre anche nel lettore la sensazione di trovarsi di fronte ad una storia che nasconde qualcosa.
In breve, Rudolph Seidel sta cercando di scomparire, è il figlio di un medico dei lager nazisti. Seidel supera il concorso in ospedale. Un giorno nel suo reparto viene ricoverato un paziente, anche lui coperto da un alone di mistero, che prima di tirare l’ultimo fiato gli rivela un segreto per il quale dovrà recarsi nella città dei diamanti.
“Le ruote non sono sempre rotonde” esce in libreria, sempre per le edizioni Aletti, in agosto del 2023. Stavolta, Paolo Raugei lascia il filo conduttore completamente al lettore, è un libro di racconti: “frammenti di un collage bizzarro” li definisce, “stati emotivi venuti in superficie” che possono apparentemente, come accade anche nella vita, dare la sensazione di “perdere il filo di una matassa ingarbugliata dell’esistenza”. In questi racconti c’è tutto Raugei, il medico, l’appassionato di ciclismo, e il narratore.

