TEATRI – Il presidente privato di una fondazione pubblica

SCANDALO PUCCINIANO – Alberto Veronesi e Bohéme al Foro Italico, nuova inchiesta sulla Fondazione finanziata da Regione Toscana e Mibact

Primavera 2016. Foro Italico, Roma. “Bohème in collaborazione con la Fondazione Festival Pucciniano”: così annuncia la pubblicità sugli autobus, sulla stampa e sui media – dalle maggiori testate alle minori – su scala nazionale. Il 25 maggio 2016 è l’ANSA a dare la notizia: “Bohème di Scola al Foro Italico. La lirica allo stadio, con la coppia d’assi Gheorghiu-Alvarez”, foto del direttore d’orchestra Alberto Veronesi mentre agita la bacchetta.

Toscana Today ha ricostruito questa vicenda nel contesto della rubrica “Operazione Spartito” aperta in ottobre sullo stato di salute dei Teatri lirici in Italia: un disastro nazionale dal punto di vista finanziario e della gestione pubblica, un debito che ruota intorno a 500 milioni di euro. L’attenzione particolare rivolta da Toscana Today al Festival Puccini di Torre del Lago non è un accanimento giornalistico, perché la Fondazione Festival Pucciniano rappresenta un paradigma del sistema: per l’evidenza del conflitto d’interessi, l’omertà della politica, e il silenzio dei grandi organi d’informazione nei confronti del Potere. La vicenda della “Bohéme” al Foro Italico del 2016 ne è un esempio eloquente, e per questo abbiamo deciso di renderla pubblica. Ci atterremo, come sempre, ai fatti e ai documenti.

(fonte: Pagina Facebook del Maestro Jacopo Sipari del 2 maggio 2016)

Bohéme al Foro Italico: “In collaborazione con la Fondazione Festival Pucciniano”

“Una struggente e poetica Bohème nel segno di Ettore Scola” pubblica l’ANSA (25 maggio 2016): “l’ultima regia operistica del Maestro del cinema italiano, scomparso nel gennaio scorso, approda al Foro Italico di Roma il 30 e 31/5, e verrà ripresa in questa occasione dal nipote, il regista Marco Scola di Mambro. Lo spettacolo, concepito per il Festival Pucciniano di Torre del Lago nel 2014, sarà accolto in uno scenario inconsueto, dedicato allo sport e non alla lirica. A dirigere l’orchestra sinfonica del Festival Pucciniano il Maestro Alberto Veronesi, che ha voluto sottolineare quanto “questa Bohème lascerà il segno, non solo per l’omaggio al celebre regista e lo straordinario cast artistico, ma anche per questo nuovo connubio: Stadio-Opera”.

(Estratto trailer youtube)

Ma la Fondazione Festival Pucciniano al Foro Italico non c’era

Fonte autorevole conferma che la Fondazione Festival Pucciniano – ovvero il suo consiglio di amministrazione – non deliberò mai nessuna iniziativa al Foro Italico, né alcuna collaborazione con la società organizzatrice dell’evento del 30 e 31 maggio 2016 (Europa Musica S.r.l.). Toscana Today – come sempre – è pronta a pubblicare la smentita.

Il Foro Italico del 2016, con il nome della Fondazione Festival Pucciniano, appare una copia del “64° Festival Puccini ad Arezzo” organizzato nel 2018: ad Arezzo la Fondazione Festival Pucciniano non c’era, e non c’erano neppure le produzioni del Festival Puccini annunciate dall’allora presidente e direttore artistico della Fondazione, Alberto Veronesi. All’articolo pubblicato sul “64° Festival Pucciniano ad Arezzo” (e contenuto anche in appendice dell’eBook “Conversazione con Giancarlo Del Monaco” di Aldo Belli) ad oggi Toscana Today non ha mai ricevuto nessuna smentita.

“Bohéme” al Foro Italico e “64° Festival Puccini ad Arezzo” hanno due punti in comune: il nome della Fondazione Festival Pucciniano utilizzato senza averne titolo e la presenza del suo presidente Alberto Veronesi nella veste di direttore d’orchestra-privato libero professionista.  

Anche l’orchestra sinfonica del Festival Puccini annunciata dagli organizzatori attraverso l’ANSA del 25 maggio 2016 (ovvero cinque giorni prima della rappresentazione) non c’è al Foro Italico: “In scena l’orchestra Nova Amadeus e l’International Opera Choir” scrive Repubblica il 29 maggio 2016, Affari Italiani già il 27, insieme ad altre testate.  

In cosa avrebbe dovuto consistere, dunque, la dichiarata collaborazione della Fondazione Festival Pucciniano al Foro Italico con la società Europa Musica S.r.l.? – esiste un contratto, una scrittura privata o una corrispondenza? nel bilancio della Fondazione Festival Pucciniano 2016 non risulta 1 solo euro.

Un Presidente Privato di una Fondazione Pubblica

Il direttore d’orchestra Alberto Veronesi, guardando compiaciuto il manifesto e la pubblicità, poteva non sapere che la Fondazione da lui presieduta era estranea alla “Bohéme” del Foro Italico?  

Un direttore d’orchestra non è tenuto a conoscere i particolari organizzativi (tranne quelli di chi paga il proprio cachet, ovviamente), essendo suoi primari interessi la qualità artistica dell’orchestra, del coro e dei cantanti: ma al Foro Italico, Alberto Veronesi non pare risultare dai documenti un semplice direttore d’orchestra invitato a dirigere un’opera da libero professionista.

Scrive Repubblica il 29 maggio 2016: “Sua l’idea di trasformare il Foro Italico in una location operistica e di coinvolgere la Gheorghiu per il ruolo di Mimì in questo allestimento firmato da Renato Bonajuto”. In tutti gli articoli sul Foro Italico è sempre e solo Alberto Veronesi. “Questa Bohème lascerà il segno, non solo per l’omaggio al celebre regista e lo straordinario cast artistico, ma anche per questo nuovo connubio: Stadio-Opera” (dichiarazione di Alberto Veronesi all’ANSA 25 maggio 2016). “Ho diretto La bohème centinaia di volte – commenta il Maestro Veronesi – ma questa Bohème, sono convinto, lascerà il segno, e per lo straordinario cast artistico, ma anche per questo nuovo connubio: Stadio-Opera. Sfruttare infatti un luogo insolito e deputato allo sport per una importante operazione culturale, gioverà al melodramma italiano che è nato per essere di tutti e non per una selezionata élite” (Affari Italiani, 27 maggio 2016).  

Il tono delle dichiarazioni di Alberto Veronesi sembra piuttosto quello di un organizzatore. Ad organizzare l’evento fu una società privata. Comunque fosse il suo ruolo, i casi però rimangono due.

Alberto Veronesi autorizzò l’amministratore di Europa Musica S.r.l. (la società organizzatrice) ad utilizzare e vendere al pubblico il nome e il logo della Fondazione Festival Pucciniano al Foro Italico? Avrebbe reso una dichiarazione falsa, non avendo alcun titolo per farlo, giacché il consiglio di amministrazione della Fondazione Festival Pucciniano non aveva deliberato alcuna collaborazione con Europa Musica S.r.l. per il Foro Italico. Veronesi non autorizzò l’amministratore unico di Europa Musica S.r.l.? Si sarebbe gravemente reso corresponsabile di un danno patrimoniale e d’immagine verso la Fondazione da lui presieduta, essendosi astenuto dal tutelarla – suo primario dovere di presidente e legale rappresentante – attivandosi per impedire l’uso del nome e del logo.

Presidente Privato di una Fondazione Pubblica: questo emerge dalle carte. Nel senso di un presidente (libero professionista) di una fondazione pubblica (unico socio un Comune, milioni di euro di contributi pubblici della Regione e del Ministero della Cultura, cioè denaro dei cittadini e contribuenti italiani) che utilizza la propria carica di presidente e il nome dell’ente di natura pubblica per perseguire i propri interessi privati e personali. Rendere pubbliche le delibere del consiglio di amministrazione della Fondazione, e i contratti della collaborazione alla “Bohéme” del Foro Italico 2016 (e del “64° Festival Puccini ad Arezzo” del 2018) sarebbe l’unica risposta possibile a questa conclusione derivante dalla lettura dei documenti disponibili raccolti da Toscana Today. La palla chiarificatrice, come suol dirsi, passa all’attuale presidente della Fondazione Festival Pucciniano Maria Laura Simonetti e alla vicepresidente Maria Lina Marcucci

La società organizzatrice dell’evento: Europa Musica S.r.l.

Sette coincidenze

Prima coincidenza. Alberto Veronesi, presidente della Fondazione Festival Pucciniano (2015-2019), risulta avere costituito la società Europa Musica S.r.l. con sede legale a Palermo il 16 aprile 2014, assumendone la carica di amministratore unico fino al 4 giugno 2015.

Costituzione della società Europa Musica S.r.l. e nomina di Alberto Veronesi ad amministratore unico
(fonte: Registro Imprese C.C.I.A.A.)
Cessazione di Alberto Veronesi da amministratore unico della società Europa Musica S.r.l.
(fonte: Registro Imprese C.C.I.A.A.)

Il socio Alberto Veronesi cede le proprie quote della società Europa Musica S.r.l. il 18 gennaio 2016.

Cessione quote di Alberto Veronesi della società Europa Musica S.r.l.
(fonte: Registro Imprese C.C.I.A.A.)

Seconda coincidenza. Il 18 gennaio 2016, data in cui Alberto Veronesi cede la proprietà delle proprie quote della società Europa Musica S.r.l. corrisponde alla data di inizio attività della Europa Musica S.r.l, epoca nella quale inizia la preparazione della “Bohéme” al Foro Italico.

Frontespizio Visura Camerale con data inizio attività della società Europa Musica S.r.l.
(fonte: Registro Imprese C.C.I.A.A.)

Terza coincidenza. Al Foro Italico nel 2016 (come ad Arezzo nel 2018) Alberto Veronesi è presente contemporaneamente come privato direttore d’orchestra e presidente della Fondazione Festival Pucciniano.

Alberto Veronesi presenta al sindaco l’evento di Arezzo 2018, il “64° Festival Puccini ad Arezzo”
(fonte: Teletruria 21 febbraio 2018)

Quarta coincidenza. Al Foro Italico nel 2016 (come ad Arezzo nel 2018) viene utilizzato il nome e il logo della Fondazione Festival Pucciniano senza che la Fondazione abbia deliberato la propria partecipazione – cioè: il Festival Puccini di Torre del Lago al Foro Italico e ad Arezzo non c’era.

I manifesti

Quinta coincidenza. Nella sezione “Ufficio Stampa” del sito istituzionale della Fondazione Festival Pucciniano non c’è traccia della “Bohéme” al Foro Italico del 2016 (come non c’è traccia del “64° Festival Puccini ad Arezzo” del 2018).

Rassegna Stampa aprile 2016 – Rassegna Stampa maggio 2016 – Rassegna Stampa giugno 2016 – Rassegna Stampa luglio 2016.

Sesta coincidenza. Il direttore generale – il cui ruolo di massimo vertice in ogni società o ente pubblico è quello di raccordo e di sintesi tra presidente e consiglio di amministrazione, con mansioni di direzione e di controllo su ogni attività dell’impresa o dell’istituzione – non sarebbe stato messo a conoscenza della vicenda del Foro Italico 2016 non risultando alcuna attività in proposito a tutela della Fondazione (ugualmente nel 2018 per la vicenda di Arezzo). Il direttore generale della Fondazione Festival Pucciniano rag. Franco Moretti è il coniuge dell’addetto stampa della Fondazione.

In assenza delle informazioni dell’Ufficio Stampa, a quanto pare il consiglio di amministrazione della Fondazione in carica nel 2016 (e nel 2018) non ebbe conoscenza della vicenda del Foro Italico a Roma (come di Arezzo).

Settima coincidenza. Il silenzio. Se il consiglio di amministrazione della Fondazione poteva non sapere nel 2016 e nel 2018, adesso è a conoscenza dei fatti. Ad oggi, il consiglio di amministrazione della Fondazione Festival Pucciniano non ha mai adottato alcuna iniziativa a tutela del proprio nome e del proprio logo nei confronti dei due eventi non autorizzati del Foro Italico 2016 e di Arezzo 2018 con la partecipazione del suo presidente Alberto Veronesi (la vicende del “64° Festival Puccini di Arezzo” è stata resa pubblica da Toscana Today il 25 novembre 2020: ad oggi, ancora non è pervenuto nessun chiarimento da parte della Fondazione).

La “Bohéme” al Foro Italico non ci fu mai

Il danno per la Fondazione Festival Pucciniano al Foro Italico si realizzò non solo per l’uso non autorizzato del marchio e del suo nome, ma anche per come poi si svolsero i fatti.

1) L’annunciata presenza dell’orchestra sinfonica del Festival Pucciniano scompare. 

(Foto dalle testate citate)

2) Il tenore Marcelo Alvarez scompare: annunciato al pubblico pagante nella parte di Rodolfo rimane solo sul manifesto, perché il 25 maggio 2016 viene sostituito dal tenore Stefan Pop.

(fonte: pagina Facebook del tenore Stefan Pop del 25 maggio 2016)

3) Le date annunciate della “Bohéme” erano il 30 e 31 maggio 2016 con due cast diversi:

(fonte: ANSA 25 maggio 2016)

4) La soprano Angela Gheorghiu attesa al Foro Italico da 12.000 spettatori. Il 21 marzo 2016 aveva postato l’evento sulla sua pagina Facebook comprensibilmente entusiasta per l’attesa di 12.000 spettatori al Foro Italico.

(fonte: pagina Facebook del soprano Angela Gheorghiu del 21 marzo 2016)

5) Il 29 maggio 2016 il soprano Angela Gheorghiu si trova a Roma

(fonte: Pagina Facebook del Maestro Jacopo Sipari del 29 maggio 2016)

6) Il 30 maggio 2016 viene rinviata la “Bohéme” per sopravvenuta indisposizione del soprano Angela Gheorghiu. “Indisposizione della cantante, rimandato all’8 luglio l’atteso evento nel tempio del tennis” così riporta Repubblica il 30 maggio 2016:

(fonte: Repubblica 30 maggio 2016)

7) La “Bohéme” del 31 maggio 2016 in vendita scompare, sebbene estranea all’indisposizione della signora Gheorghiu essendo previsto un altro cast. Rimane solo l’annuncio dell’8 luglio.

8) L’8 luglio 2016 al Foro Italico non viene rappresentata nessuna “Bohéme”. E neppure successivamente. Cala il sipario. Sugli organi d’informazione non si trova nessuna notizia.

9) Una incongruenza inspiegabile: il soprano Angela Gheorghiu il 30 maggio 2016 nell’articolo di Repubblica ringrazia – tra gli altri –  anche il regista della “Bohéme” al Foro Italico, Renato Bonajuto. Per altro, Renato Bonajuto appare come regista annunciato anche in vari articoli di giornale. Sul manifesto dell’evento ed in altri articoli, viceversa, viene indicata la regia ripresa da Marco Scola di Mambro nipote di Ettore Scola.

Silenzio (o quasi) sulla “Bohéme annunciata al Foro Italico e mai rappresentata

Nessuno parla più della “Bohéme” al Foro Italico.

Il pubblico pagante. Si presume che i biglietti venduti siano stati rimborsati, ovviamente. Si spera che non siano stati cambiati con dei biglietti omaggio della Fondazione Festival Pucciniano, tra i 15.214 biglietti omaggio (2015-2018) gestiti dal presidente Alberto Veronesi e dal direttore generale della Fondazione Franco Moretti – biglietti dei quali ad oggi ancora non si conosce la destinazione.

I cantanti. Della “Bohéme” scomparsa al Foro Italico non parla il famoso soprano rumeno Angela Gheorghiu. Non parla il tenore Stefan Pop. Non parla neppure il baritono Pierluigi Dilengite presente nel cast di entrambe le serate nel ruolo di Marcello (30 e 31 maggio). Si presume, quindi, che ai cantanti sia stato pagato il loro cachet, o comunque che i loro rapporti di stima con il presidente della Fondazione del Festival Pucciniano-direttore d’orchestra Alberto Veronesi non siano stati scalfiti dalla vicenda del Foro Italico 2016, se: Angela Gheorghiu riceverà il prestigioso Premio Puccini 2018 su proposta del presidente della Fondazione Alberto Veronesi, cantando poi nella “Bohéme” nel ruolo di Mimì rappresentata nell’estate 2019 a Torre del Lago; Stefan Pop canterà nell’estate 2019 al Festival Puccini di Torre del Lago in ben due opere: “Madame Butterfly” nel ruolo di Pinkerton e “Bohéme” nel ruolo di Rodolfo; Pierluigi Dilengite canterà al Festival Pucciniano nell’estate  2018 nel ruolo di Sharpless in “Madama Butterfly”, e nell’estate 2019 nel ruolo di Marcello nella “Bohéme”.

Gli orchestrali. Sono gli unici a parlare. Il 2 giugno 2016 Assolirica denuncia la situazione al ministro della Cultura Dario Franceschini e al direttore generale dello Spettacolo dal Vivo Onofrio Cutaia: “al Foro Italico di Roma era prevista la Bohéme di Puccini in collaborazione con il Festival Puccini. Questo evento, organizzato dal Veronesi, è saltato per non meglio imprecisati problemi. Di conseguenza un centinaio di persone tra musicisti e tecnici non riceveranno alcuna retribuzione per il lavoro fatto nella preparazione e nelle prove”.

Il ministro non risponderà mai alla lettera di Assolirica. La stampa non parla di quanto accaduto. (M.T.)


Toscana Today, il diritto e il dovere dell’informazione

Dovere dell’informazione indipendente e libera è quello di non chiudere gli occhi di fronte ai fatti, di ricercare la verità dei fatti laddove tutto sembra normale e privo di interesse a conoscere, dovere dell’informazione non è essere amata dal Potere e neppure ricercare l’applauso dei lettori, ma tendere sempre e onestamente alla verità, dire quello che si pensa riconoscendo ai lettori il diritto di farsi liberamente un’opinione. La Fondazione Festival Pucciniano riceve ogni anno milioni di contributi pubblici, respira cioè con il fiato dei cittadini: tanto basta perché l’informazione guardi il modo con il quale questo fiato viene usato.

Dalle carte che la redazione ha letto e analizzato sono emersi i fatti contenuti in questo servizio: sarebbe difficile giungere con onestà intellettuale a conclusioni diverse. Se non li avessimo pubblicati avremmo contraddetto la libertà e il diritto di informazione. Al tempo stesso, poiché il sale della cultura libertaria e liberale che anima Toscana Today non prescinde mai dal rispetto del prossimo, e dal considerare sempre chiunque responsabile salvo prova contraria, anche in questo caso l’auspicio è che i fatti ricostruiti e documentati sul Foro Italico 2016 (come per la vicenda di Arezzo 2018), vengano smentiti alla luce del sole.

Scrivere che la gestione del denaro pubblico da parte della Fondazione Festival Pucciniano è stata corretta, trasparente, coerente con l’interesse pubblico anche nella vicenda del Foro Italico come in quella di Arezzo – da parte del suo presidente Alberto Veronesi, del suo direttore generale Franco Moretti, dei suoi amministratori – per chi crede onestamente nella giustizia e nello Stato di diritto sarebbe una soddisfazione maggiore rispetto alla constatazione della decadenza della morale pubblica. Ma questo non dipende da Toscana Today. (Aldo Belli)