ATTUALITA', OPINIONI - di Niclo Vitelli

Viareggio e la Cultura: l’insostenibile leggerezza dell’essere!

di NICLO VITELLI – L’intervista del sindaco di Viareggio sulla Capitale della Cultura e la necessità di qualche risposta concreta.

Ho letto l’intervista del Sindaco di Viareggio al Tirreno di qualche giorno fa nella quale vengono evidenziate le motivazioni per il rilancio di un progetto culturale che riesca a mettere insieme, come si dice, diversi soggetti e mondi. Sono idee generali e in larga misura condivisibili che prescindono persino dall’obiettivo di diventare Capitale della Cultura: su questo aspetto non mancano le sollecitazioni, le proposte, i consigli come quelli disinteressati dati dalla coordinatrice di Parma Capitale della Cultura 2020 Francesca Velani.

Questo progetto, però, stentiamo a capirlo e a vederlo partire, decollare adeguatamente e ad intenderne i contenuti.

Intanto perché non sappiamo a che punto stanno le procedure di ristrutturazione degli edifici culturali di cui fa si cenno nell’intervista. Basta andare all’Archivio e Centro Documentario Storico per rendersi conto delle situazioni di difficoltà e di decadenza e di oggettiva limitazione e degrado. Sarebbe quindi legittimo conoscere l’iter dei progetti di ristrutturazione: se sono stati avviati, fare il punto del perché non si concludono rapidamente, quali risorse siano ad essi collegate e la loro disponibilità, che misure di rilancio, di tecnologizzazione e potenziamento sono state previste per queste importanti istituzioni. L’assessore alla Cultura potrebbe darci qualche informazione al riguardo visto, peraltro, che è molto attiva nella pubblicizzazione dei vari impegni amministrativi. Se stanno nei cassetti o sono materia riservata di due tecnici e di uno o due assessori, o addirittura se non esistono, la città ha diritto ad esserne informata.

E’ quell’armonioso concerto che oggi manca completamente nei rapporti di comunicazione e di coinvolgimento. Per rendere credibile e per sviluppare il progetto del Sindaco bisognerebbe a mio avviso riflettere sulle manifestazioni, molte delle quali sono eredità di quel modello novecentesco di organizzazione culturale e di turismo che oggi, e sempre più, appare fuori tempo. Non si può quindi riproporlo sic et simpliciter.

Si dovrebbe partire dal Carnevale per arrivare al Pucciniano ed ai contenitori culturali, compreso le sale cinematografiche: fare il punto su cosa stanno facendo, sulla qualità o meno delle loro performance, sulle loro programmazioni, sui loro limiti, sulle loro difficoltà e sui progetti futuri, sul rapporto tra continuità e cambiamento.

Ho letto che è aperto anche il problema del Teatro Eden con la disdetta della concessione a dicembre prossimo e che le sorelle Bertucelli, che hanno preservato e valorizzato in tutti questi anni un grande patrimonio artistico e storico della città, hanno difficoltà a colloquiare con l’amministrazione: anche questa vicenda ci dice che qualcosa nei rapporti con la città non funziona.

Poi, aspetto non indifferente, è quello di come si coinvolgono i cittadini, le organizzazioni sociali e civili della città, le categorie economiche che devono stare dentro ai progetti, contribuire alla loro costruzione ed esserne parte integrante e possibilmente scongiurare action act per carenze di coinvolgimento e di ascolto, come purtroppo sta accadendo dopo l’edizione del Carnevale 2021.

E devono essere chiari e pubblici i percorsi partecipativi da attivare, cosa della quale non è stato possibile sapere né vedere niente. Puccini non è patrimonio di Viareggio è patrimonio dell’umanità: come si imposta un progetto nazionale che riesca a ricollegare le varie istituzioni pubbliche e private che operano per la sua valorizzazione in maniera separata e tutte in un raggio di 25 km di distanza? E la Regione Toscana? Sylvano Bussotti dedicò anni del suo lavoro per presentare un progetto che poi non è andato avanti. Sarebbe interessante riprenderne i punti essenziali, riaggiornarlo e ripresentarlo magari celebrando qualche produzione che porta la sua firma.

E poi, che collegamenti creare con la Versilia, tra le manifestazioni e istituzioni culturali presenti e che percorsi di confronto e di discussione si individuano? I Sindaci dialogano e si confrontano su questi problemi? E il Sindaco di Viareggio, magari dopo il ballottaggio delle amministrative, perché non convoca una riunione di 7 persone per fare il punto su questa materia ed anche su altre? Ovvero: Sistema museale versiliese; Sistema archivistico e storico Versiliese; Le Manifestazioni in Versilia; Cultura e Turismo; la pianificazione e la programmazione.

Mi domando però se su questi problemi ci sono idee, si sono fatte valutazioni, ci sono almeno dei promemoria. E l’Assessore alla cultura, all’interno di questo ragionamento che ruolo svolge? Sarebbe utile sapere cosa pensa e non essere rimandati ai dirigenti e funzionari; avere chiarimenti su telefonate ricattatorie da cacicchetti locali e su ritorsioni nei confronti di chi ha la grave responsabilità di sollevare problemi per le cose che non funzionano e per le istituzioni culturali lasciate deperire. Se non si vogliono le lezioncine bisogna che si sia in grado di tenere la lezione tutte le mattine e capire di cosa si sta parlando possibilmente: altrimenti in classe c’è rumore, brusio, confusione e contestazione.

Come dice il Sindaco, ritornando però al tema principale, non è facile mettere assieme questi mondi ma non c’è altra strada che confronto, apertura, idee e coinvolgimento. La qual cosa, almeno fino ad oggi, non è presente. E’ merce rarissima… anzi sconosciuta, è l’assente giustificata di una insostenibile leggerezza dell’essere.