Antonella Loddo, musicista

PUCCINIANO – Orchestrale nel delirio al Foro Italico 2016

INCHIESTA SUL FESTIVAL PUCCINIANO 4 – Intervista ad Antonella Loddo, ha suonato in Germania, Francia, e in Italia con Luis Bacalov.

Questo è il quarto articolo di una inchiesta sulle cause legali della Fondazione Festival Pucciniano che abbiamo pubblicato oggi. Nel caso specifico non si tratta di una causa in corso per mancato pagamento dei 56 orchestrali, perché purtroppo non è mai stata fatta. La paura e il bisogno di lavorare nel mondo dello Spettacolo supera, molto spesso, i diritti e la ricerca di verità e giustizia, e non manca chi se ne approfitta. Anche se questa causa non è mai stata fatta, non per questo è meno importante delle altre cause che abbiamo pubblicato nei nostri tre precedenti articoli. E aggiungiamo anche: se non è mai stata fatta, rimarrebbe comunque un dovere sostanziale e morale pagare il compenso dei musicisti che ad oggi non è mai stato pagato da chi organizzò l’evento del Foro Italico a Roma nel maggio 2016. Ringraziamo la professoressa Antonella Loddo per il suo coraggio di non avere avuto paura nel dare una testimonianza diretta indipendentemente da tutto, e naturalmente per la sua cortese disponibilità.

Primo articolo pubblicato: Intervista all’avv. Sergio Spina di “Mythos Opera Festival”: l’Aida scomparsa nel 2019 al Festival Puccini

Secondo articolo pubblicato: Intervista al Maestro Gianfranco Pappalardo Fiumara. “Veronesi mi chiese”. La verità mai detta sull’Aida annullata nel 2019 al Festival Pucciniano di Torre del Lago

Terzo articolo: Pucciniano in Tribunale, come una geisha.


“Un delirio”. E’ trascorso qualche anno da quel maggio 2016 al Foro Italico di Roma, ma la professoressa Antonella Loddo non la considera acqua passata. Nel senso che ad oggi ancora non è mai stata pagata, come gli altri 55 musicisti riuniti dal Maestro Stefano Sovrani, e nessuno si è mai preoccupato neppure di chiedere scusa o di rimediare all’umiliazione professionale. “Capita, purtroppo, nel nostro lavoro di imbattersi in situazioni spiacevoli” dice Antonella Loddo, “ma quella della Bohème al Foro Italico 2016 rimane una delle esperienze più grottesche che io ricordi”.

Antonella Loddo si è diplomata in Violoncello nel 1989 a Cagliari al Conservatorio di Musica “Giovanni Pierluigi da Palestrina”, nello stesso anno inizia l’attività di professore d’orchestra con il Teatro di Cagliari dove rimane fino al 1994, per poi proseguire la propria attività, fino al 2001, in Germania e Francia, dove collabora con prestigiose orchestre. Al rientro in Italia, vanta importanti collaborazioni con musicisti di fama internazionale quali il Maestro Luis Bacalov, che ha accompagnato in tournée italiane ed estere.

Nel 2016 il Maestro Veronesi con la società Europa Musica S.r.l. in collaborazione con la Fondazione Festival Pucciniano organizzò una “Bohème” al Foro Italico, e lei fu chiamata a suonare.

Conosco da anni il Maestro Stefano Sovrani, un grande professionista e stimato da tutti, mi disse che era stato incaricato dal Maestro Alberto Veronesi di organizzare l’orchestra per l’evento. Ovviamente mi fece molto piacere, si trattava di lavorare, e poi in un contesto veramente straordinario come il Foro Italico, con la presenza di cantanti di fama internazionale come Angela Gheorghiu e Marcelo Alvarez, e la presenza prestigiosa della Fondazione Festival Pucciniano. Il Maestro Sovrani mi disse che agli aspetti contrattuali avrebbero provveduto gli organizzatori, il compenso concordato era di 70 euro al giorno per le prove e le recite.

Quindi, l’organizzazione le presentò un contratto?

Non ho mai visto nessun contratto. Pensavamo tutti, compreso il Maestro Sovrani, che l’avrebbero portato il giorno di inizio delle prove, venerdì 27 maggio. Ma quel venerdì… Proprio quel giorno inizia il delirio grottesco.

Cosa accadde quel venerdì?

L’ha già raccontato il Maestro Sovrani, vittima del Foro Italico pucciniano insieme a noi, i 56 orchestrali. Quando sono arrivata sul luogo della recita non c’era anima viva che desse la sensazione di essere arrivata in un luogo dove era in preparazione una grande opera lirica. Niente camerini, niente torri delle luci, neppure le sedie per l’orchestra che doveva fare le prove. Non ho visto nessuno dell’organizzazione. Solo molto più tardi è apparso il Maestro Alberto Veronesi con il soprano Angela Gheorghiu. Per la situazione che aveva trovato, la signora Gheorghiu era molto nervosa.

Quindi, voi avete fatto ugualmente le prove?

Certo era che non potevamo provare sotto il sole con più di 30 gradi di temperatura. Il contratto arriverà, abbiamo pensato. Siamo stati sistemati alla meglio in un capannone vicino e abbiamo iniziato a provare con il Maestro Jacopo Sipari di Pescasseroli. Poi è giunta la sera, quindi avremmo dovuto provare ovviamente sotto il palcoscenico per fare la prova generale con gli artisti sul palco. Ma non c’era la luce. Il delirio, però, purtroppo non finì lì.

In che senso?

La prova serale al chiarore di luna iniziò con il Maestro Veronesi. Nonostante lo sconquasso del pomeriggio, la prova musicale con il Maestro Sipari era stata ottima. Non credo che un’opinione possa essere considerata una diffamazione: non do giudizi in generale sulla persona, mi riferisco solo a quel momento della prova. Dopo pochi minuti che il Maestro Veronesi aveva impugnato la bacchetta, iniziammo a lanciarci delle occhiate sconvolte nell’orchestra: dopo il bel pomeriggio con Sipari stavamo vivendo un delirio musicale. Veronesi non riusciva a spiegarsi con le parole, usava parole incomprensibili; aveva un gesto con la bacchetta che noi non riuscivamo né a capire né a seguire per poter suonare. Non seppi darmi una spiegazione, nessuno di noi obbiettivamente, seppe spiegarselo. Una manciata di minuti dopo la prova fu interrotta definitivamente.

Quando fu informata che la recita del 30 e 31 maggio era stata rinviata per indisposizione della signora Gheorghiu?

Quella sera stessa, il venerdì 27 maggio. Da parte del Maestro Alberto Veronesi.

E poi venne riconvocata insieme agli altri musicisti per la nuova data stabilita per la Bohème dell’8 luglio?

L’8 luglio non ci fu nessuna Bohème. Dopo quella sera, il buio totale. L’unico presente rimase il Maestro Stefano Sovrani che cercò, senza risultato, di farci pagare la nostra prestazione. Io conosco molto bene il Maestro Sovrani, come tutti gli altri miei colleghi, per cui, alla fine, fu semplice per noi capire che lui non aveva nessuna responsabilità per quanto accaduto e che era rimasto pure lui vittima di un inganno.

Adesso cosa si aspetta?

Non è la prima volta che mi capita. Il lavoro dei musicisti in Italia è alla mercé della precarietà e della mancanza di diritti, per non dire dei compensi da fame. Dieci anni di studi al Conservatorio, sacrifici personali e di famiglia per studiare, poi il nostro è un mestiere che richiede in continuazione studio e preparazione, per 70, 50, anche 40 euro di compenso al giorno. Alle volte, comprese anche le spese di trasferta, vitto e alloggio a tuo carico. Trovo veramente indefinibile che da 20 anni non venga rinnovato il contratto nazionale di lavoro della nostra categoria. Chiedo come sia possibile immaginare un futuro della musica in Italia a queste condizioni. Vorrei aggiungere anche che è indecoroso per tutti i musicisti quanto si ripete ogni anno per il Festival di Sanremo, dove vengono corrisposte 50 euro al giorno per lavorare 10 ore. Ogni anni si ripete la denuncia di questa situazione, e non cambia mai niente.

Cosa vuole che mi aspetti dalla vicenda del Foro Italico? Niente, se perfino un ente come la Fondazione Festival Pucciniano non si è mai degnato di scriverci una riga. Ho accettato di rilasciare questa intervista solo per due motivi. Il primo come gesto di solidarietà nei confronti Maestro Stefano Sovrani, che ha avuto il coraggio intellettuale e morale di rendere pubblica la verità. Il secondo motivo, è perché certe cose devono essere messe a conoscenza dell’opinione pubblica. Ciascuno poi, se non sarà chiamato a rispondere delle proprie responsabilità di fronte alla Legge, spero almeno che prima o poi venga chiamato a rispondere dalla propria coscienza.